Se fossi davvero capace di scrivere, al posto di un blog farei un libro, e diventerei ricco.

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Visualizzazione post con etichetta i Pensieri di Rò. Mostra tutti i post
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domenica 14 maggio 2023

Post n.125_ Una nuova alba, un nuovo io

Il sapore di ogni nuova alba è speciale in misura di quanto siamo disposti a cambiare ogni giorno che passa.


Parole chiave del post:
#attorezen #robertodizzia #crescitapersonale #cambiamento #alba

Post n.124_ Volontà di ferro

Non preoccupatevi degli ostacoli; chi ha deciso di vedere il primo sole e stare con le piante, lo faccia. 
Se la volontà è integra, e i suoi pensieri sono retti, continuerà a farlo, anche se sta per affrontare un'intervento al cervello. 


Parole chiave del post: 
#attorezen #robertodizzia #volontà #alba #energia #crescitapersonale #cervello #epilessia #rettopensiero #mindfulness

Post n.123_ Il Narcisismo

Il Narcisismo è un motore che muove le intenzioni dell'Homo Sapiens, e che regola le relazioni sociali.
Fa bene? È salutare convivere col narcisismo che alimenta la nostra psiche?
Voi che ne pensate?
Segui i video di @robertodizzia_attorezen  sul teatro e sui temi fondamentali dell'esistenza, iscriviti al canale, lascia i tuoi commenti e condividi il video se ti è piaciuto ;) 

Parole chiave del post: 
#attorezen #narcisismo #crescitapersonale #robertodizzia #psicologia #consapevolezza #motivazione

giovedì 30 marzo 2023

Post n.121_ Non violenza - messaggio n.3 - Bullismo

Oh, eccoci finalmente abbiamo messo giù il cappellino “abbiamo”… ho, abbiamo… parlo col plurale maiestatis, messo giù il cappellino di lana, finalmente niente più guanti, non fa più super freddo la mattina, la mattina presto, finalmente la primavera delizia il nostro olfatto e la nostra vista, a parte adesso che sono in una zona industriale orribile, ma tra un po’ vedrete sarò in mezzo ai fiori.
   Eh… la guerra: la guerra è un tema che disturba molte persone e per quale motivo? Perché è difficile prendere posizione, è difficile capire da che parte si sta, non tanto perché bisogna essere a favore o contro, ma perché tutti sono contro la guerra, e siccome sono tutti contro la guerra è impossibile litigare su questo argomento; e quindi in pratica dovremmo essere tutti d’accordo.
E come facciamo a essere tutti d’accordo e fare lo stesso la guerra? Questo è un grande mistero che io non sono riuscito mai a spiegarmi, a “svolgere”, come si dice.

   Mi viene da fare un esempio per quanto riguarda la violenza: facciamo finta che voi abbiate un figlio, un ragazzo adolescente che va in discoteca, e all’uscita dalla discoteca viene aggredito da un energumeno abbastanza alticcio e abbastanza anche manesco, che tira un bel cazzotto (pugno) in testa a vostro figlio. Un bel… avete presente i cazzotti tira tirava il buon Bud Spencer?
Ecco un bel cazzotto in testa; vostro figlio cade per terra e, prima che qualcuno faccia qualcosa, l’amico di vostro figlio interviene e tira due belle bastonate in testa all’energumeno, il quale - energumeno - stava per nuovamente accanirsi su vostro figlio. Bene…
E quindi l’energumeno viene messo ‘fuori gioco’ con due belle bastonate in testa da parte del vostro amico; vostro figlio viene portato a casa con un po’ di ghiaccio dato in prestito dalla security della discoteca. Una scena molto molto divertente, dove anche vostro figlio è ubriaco, quindi vi deve spiegare come mai, intanto, ha fatto a botte… ma poi i vostri.. insomma… gli amici del ragazzo vi spiegano che è tutto a posto è ‘tutto ok: il… l’aggressore è stato messo fuori gioco, non ci sono problemi perché l’amico di vostro figlio lo ha riempito di botte e quindi voi non dovete intervenire.
Ora, in tutta questa bella storiella voi come reagireste?
Vi sentireste tranquilli?
Sarebbe tutto a posto?
Ha fatto bene l’amico di vostro figlio a intervenire riempendo di botte l’energumeno? L’ha messo fuori gioco quindi ha salvato vostro figlio.
È chiaro che molti direbbero di si; io direi di si. Avrei detto di si qualche anno fa, io ero una persona molto aggressiva qualche anno fa, sono sempre stato riflessivo, filosofico, artista, c’è sempre stata una dualità in me, quindi sono sempre stato ‘io’ che vedete, ma chi mi conosce sa che fino a qualche anno fa menavo (picchiavo) abbastanza.
La storia così vi farebbe felice, cosa ne direste? 
Perché molti sarebbero contenti di ciò.
Ed è proprio qua il punto della situazione, è proprio questo il punto della situazione: è giusto picchiare chi ha picchiato o forse è un modo diverso per risolvere la violenza? 
Perché è la violenza che chiama la violenza.
Lo so che è bello reagire, lo so che tra gli istinti più incontrollabili che ci sono c’è proprio quello di menare, di picchiare, di reagire in modo aggressivo, soprattutto davanti ad un’ingiustizia, soprattutto quando chi è stato aggredito è qualcuno di debole; ma è l’unica via, è quella? 
Ora non stiamo qui a fare il video sul perdono, sull’insegnamento della buona strada anche perché… un energumeno, di magari un metro e novanta che in quel momento è anche alticcio ed è davanti alla discoteca e ha preso a pugni vostro figlio… non è che in quel momento potete stargli a spiegare chi era Gandhi e com’è che da solo è riuscito a liberare l’India dagli inglesi, dall’oppressione degli inglesi, cioè… non è forse quello il momento, però potreste semplicemente portargli via.. portare via il ragazzo, sedare la lite e andarvene semplicemente via da lì.
Quante volte sai mi è capitato di stare in mezzo a una rissa, e ad oggi posso pensare che sarei dovuto semplicemente andare via da quella rissa: la rissa sarebbe finita.
E voi, dentro di voi, cosa pensate del picchiarsi, del dell’aumentare il livello l’escalation di violenza che c’è tra persone che si picchiano? 

   Se qualcuno picchia i vostri bambini a scuola, voi andate a scuola sperando di far punire gli altri bimbi, chi è stato, o andate a scuola spiegando cos’è la violenza? 
Io mi ricordo una cosa che mi vergognò tantissimo: ero vittima di bullismo quando ero piccolo, e mi ricordo una cosa che mi vergognò tantissimo, i miei genitori vennero in classe - in seconda media - e fecero un discorso, a tutti gli altri ragazzi, sulla violenza.
Era una cosa che mi fece sparire dalla vergogna, sapete i ragazzi come sono, ma quello fu il modo di reagire dei miei genitori.
Mia madre, che oggi non c’è più, decise di entrare in classe (ne parlò all’insegnante) e parlare con questi ragazzini di dodici anni undici dodici anni, e spiegare a loro che è sbagliato picchiarsi.. va bene.

   E voi cosa fareste se picchiassero vostro figlio, picchiereste l’altro bambino, picchiereste i genitori dell’altro bambino?
Spieghereste a vostro figlio “difenditi quando qualcuno ti picchia, difenditi: picchialo anche tu, tiragli un pugno, non devi prenderle le botte, devi darle le botte! Devi tirare una testata! Se qualcuno ti dice una parolaccia digliela anche tu la parolaccia!”
Oppure spieghereste “Dì qualcosa al bimbo, chiedigli perché ti ha picchiato, digli di smetterla, vai dalla maestra chiedile aiuto”…?
Parlereste con la maestra per risolvere il problema? Spieghereste a quel bambino che è sbagliato? Risolvereste il problema in qualche altro modo? 
O la violenza non dovrà mai finire, e continuerà: avanti per sempre?

Attendo vostri commenti, mi raccomando lasciatemi… lasciatemi il commento su questi video condivideteli se vi va, cliccate mi piace iscrivetevi e tutte quelle robe lì insomma che sapete che si fanno nei video.
Un saluto anche dai fiorellini si sono visti i fiorellini?
Sono così pacifici i fiorellini…
Ciao!

Parole chiave del post:
#nonviolenza #litigare #bullismo #educazione #attorezen #robertodizzia

giovedì 23 marzo 2023

Post n.119_ Non violenza - messaggio n.2 - Guerra storica e il Nulla che avanza

Ho provato a stilare la lista fredda cinica, del numero di conflitti che hanno martoriato la popolazione umana e, eh non ci sono riuscito; e quindi non esiste un sito internet, non esiste un libro di storia, non esiste una fonte unica su cui poter studiare per trarre una lista accurata e da cui poter ricavare un numero.
Questa elementare difficoltà, di per sé mostra “l’entità”, la gravità della situazione conflitti.

Non si tratta di cento guerre, mille guerre: si tratta di un continuo flusso di morte e distruzione da decine, centinaia, migliaia di anni.
Conflitti fra città-stato confinanti, conflitti fra regioni confinanti, conflitti fra stati confinanti, conflitti fra stati lontani che usano altri stati e altre popolazioni come arma.
E quindi? Quante persone morte? Militari inconsapevoli, soldati inconsapevoli: decine, centinaia, migliaia, milioni, miliardi. Anche in questo caso il calcolo è impossibile da fare.
Ad ogni singola battaglia ventimila, trentamila, centomila, diecimila, quindicimila… e così il conteggio aumenta in modo esponenziale e di battaglia in battaglia, sono milioni quelli che si sanno, e sono incalcolabili, per non parlare di quelli che, ovviamente, non si possono sapere, perché chiaramente i registri non erano tenuti, da una certa data indietro, rispetto a come sono stati tenuti poi, i registri anagrafici.
Per cui, un numero di esseri umani morti e distrutti che non si riesce neanche ad immaginare.

Per non parlare dei feriti, degli invalidi a vita, per non parlare della sofferenza creata nelle case distrutte,
degli orfani rimasti, delle vedove, delle famiglie distrutte, per non parlare delle malattie!
Per non parlare della povertà derivante da tutto questo, gli odi, la tristezza, la negatività.
Tutto il male che ne deriva: una massa gigantesca di nulla che avanza e che mangia tutto, esattamente come la trama di un romanzo intitolato La storia infinita: un Nulla che inghiotte tutto e che non rilascia più niente, e in questo Nulla, noi - gli uomini - inconsapevoli continuiamo a gettare altri uomini.

Qualcuno prova a ribellarsi, provando a spiegare agli altri che la guerra e la violenza sono delle follie, ma i più, felicemente, continuano ad ALIMENTARE, alimentare questo Nulla con una qualsiasi scusa possibile, immaginabile.
Le epoche passano, i tempi cambiano, e gli esseri umani rimangono gli stessi.

E questo Nulla aumenta, e aumenta di dimensioni e gravità, perché l’essere umano potrebbe cambiare in meglio, la sua evoluzione potrebbe portare ad un cambiamento positivo; si dovrebbe placare il Nulla, e invece tutto peggiora.

Questo è l’andamento dei conflitti nella storia.
La storia dell’essere umano: un Nulla che avanza.

Parole chiave del post:
#nonviolenza #pace #guerra #attorezen #armi #atomica #europa #governi 

domenica 19 marzo 2023

Post n.118_ FIORI e PARCHEGGI SELVAGGI

Anche dalle vostre parti ad ogni occasione possibile si sostano le automobili e le moto nei giardini pubblici, nei parchi o in qualsiasi spazio verde disponibile? 
   Magari solo per avvicinarsi ad un'area e portare il cagnolino a fare la passeggiata, oppure se c'è una festa di paese e in giro non si trovano parcheggi...
beh, non vorrei dirvi l'ovvio, ma ciò che il vostro automezzo scarica finisce nel terreno e non sparisce magicamente nel nulla. Il ciclo del particolato che viene assorbito dalla nostra terra posso anche risparmiarvelo, ma animali e fiori chiedono pietà, e per questo non servono libri né documentari di scienza per capirlo.



Parole chiave del post:
#attorezen #robertodizzia #inquinamento #parcheggiselvaggi #savesoil #ambiente 

martedì 21 febbraio 2023

Post n.113_ Non violenza - messaggio n.1 - Armi e Guerra

Pensa se tu, tu che guardi il video, potessi governare il tuo paese, lo Stato in cui vivi oppure più Stati 
Ti dico che potresti occuparti di organizzare il piano energetico di questo Stato - o di più Stati - piano energetico fondamentale dei prossimi non cinque non sei anni, ma nei prossimi cinquanta o cento anni; un’idea assolutamente ormai imprescindibile e fondamentale.
Imprescindibile anche dalla progettazione di ciò che sarà l’utilizzo del suolo.
Ti dico che potresti per esempio occuparti dell’insegnamento e di ciò che sarà la cultura, e tutto ciò che i ragazzi imparano e devono imparare nei dieci, quindici, vent’anni di scuola.
Ti dico che potresti occuparti della redistribuzione del benessere tra i tuoi cittadini, in tutti i sensi.
Ti dico che potresti occuparti di come aiutare le persone meno… meno fortunate dal punto di vista fisico e sociale, a diventare persone più fortunate - non aiutarle a continuare a essere meno fortunate.
Ti dico che potresti occuparti di aiutare le aziende a svilupparsi.
Ti dico che potresti occuparti di un sacco di temi fondamentali.
Ti senti orgoglioso di questo? Ti sentiresti pronto a fare tutto questo? Bene! Quindi… un sacco di responsabilità, un sacco di gioia anche nel portare avanti il tuo ruolo, perché cambieresti veramente il mondo, questa volta sì.
Molti pensano che non riescono a cambiare il mondo facendo le proprie attività quotidiane, sbagliando perché anche alzando un dito si cambia il mondo, ma… Facendo questo “mestiere”, governando un Paese o un insieme di Paesi, di sicuro si cambia il mondo.
Beh tu cambieresti veramente il mondo: potresti legiferare su argomenti di vitale importanza, ma soprattutto insegneresti - grazie alla tua azione - insegneresti agli esseri umani a tornare Esseri Umani; trasmetteresti ai tuoi figli, ai tuoi nipoti, a tutti quelli che vengono dopo: il senso dell’esistenza e dell’evoluzione dell’Homo Sapiens.

Bene: quelli che oggi sono al tuo posto, anziché fare tutto quello che ti ho appena detto, stanno mandando armi per perpetrare delle guerre.
Questo è quello che fanno.
E il mio post finisce qui.

Parole chiave del post: 
#nonviolenza #pace #guerra #attorezen #armi #ucraina #russia #europa #governo #robertodizzia

venerdì 17 febbraio 2023

Post n.110_ Giordano Bruno: difendere le proprie idee, fino alle fiamme

17 Febbraio 2023, mondo. Uno, degli infiniti.

   Se anche tu, oggi, ti indigni perché esistono paesi in cui qualcuno viene incarcerato o ucciso per le proprie idee, allora sappi che in Italia, il 17 Febbraio del 1600 - 423 anni fa - Giordano (nato Filippo ) Bruno per il suo pensiero fu torturato e poi bruciato vivo in piazza Campo de' Fiori, a Roma.
Non volle abiurare (rinnegare le proprie idee), e dopo anni di stenuanti processi, gli venne applicata la mordacchia alla lingua, prima del famigerato rogo. 
   Pensava che la terra girasse attorno al sole e non viceversa, che nell'universo esistessero infiniti mondi e stelle; tutto il creato per lui era un insieme di particelle interconnesse, sapeva che con la tecnica giusta avrebbe potuto cambiare la struttura del suo cervello per consolidare la memoria.
Insomma, tutte verità scientifiche dimostrate oggi, e che lui aveva percepito più di 400 anni fa.

Perché mai torturare e bruciare una persona così illuminata?
Certo, qualche motivo, come dire, 'concettuale' ci sarebbe, ammesso che esistano motivi per cui distruggere un essere umano.
Per esempio, la sua strada intellettuale e filosofica, lo portò a comprendere che la verità non è quella imposta dai dogmi, ma nasce da una continua e pura ricerca individuale. Idea pericolosissima, se si prova ad immaginare una popolazione di persone che, improvvisamente, alle nozioni ricevute cominciano a sostituire le proprie, acquisite e maturate dopo un lungo processo di crescita interiore. 
   Non si riesce ad immaginare neanche oggi, nel 2023.
   Bruno era anche convinto che nessuna autorità può e deve porre alcuni esseri umani al di sopra di altri, soprattutto usando la violenza. Si riferiva ai monarchi, certo. Figuriamoci, poi, quando si tratta di un'autorità religiosa, che utilizza superstizioni e concetti filosofici per ingannare o condizionare le persone comuni, al fine di manipolarne i pensieri e comandarne le azioni.
Ecco, ecco perché bisognava condannare il nolano come eretico, e poi bruciarlo.
A chi importava se stesse ragionando sugli atomi o il multiverso (molti universi), sul metodo scientifico, l'anatomia cerebrale o il misterioso legame fra tutte le particelle (vedi: forza forte, forza debole, gravità, forza elettromagnetica): si era messo contro l'autorità religiosa, e solo per questo motivo andava eliminato, fisicamente ed intellettualmente.
   Ancora oggi, i responsabili di quell'omicidio non hanno riabilitato Giordano Bruno, ma si son detti "rammaricati" per quanto accaduto.
Lui, Giordano Bruno, la cui statua giganteggia severa in Campo de' Fiori a Roma, ormai fa parte di quell'infinito Universo che tanto sensibilmente aveva intuito; lui come i molti filosofi e mistici orientali vissuti prima di lui.

   Voglio ricordarlo così, con la frase che pare abbia sussurrato ai suoi aguzzini - aguzzini che per me non sono molto cambiati, dato che ancora oggi credono nelle stesse teorie di allora e che rifiutano l'esistenza di positroni, galassie lontane e forza di gravità solo perché non si vedono ad occhi nudi, ma, allo stesso tempo, credono a statue di ceramica che piangono sangue, a possessioni demoniache, oppure pensano che l'essere umano sia al centro dell'universo e che sia "attenzionato" da una determinata divinità, a scapito delle centinaia di altre venerate nel mondo, da migliaia di anni prima che la loro - degli aguzzini - particolare religione nascesse.
   Dicevo, i carnefici recitavano ad alta voce la condanna a Giordano Bruno e lui, prima che gli venisse applicata l'orribile mordacchia alla lingua e di sentire dove e quando lo avrebbero bruciato vivo, disse:
"Avete più paura voi nel pronunciare questa sentenza, che io nell’ascoltarla"

Filippo detto Giordano Bruno,
Nola 1548
Campo de' Fiori - Roma, 17 Febbraio 1600 

(di Roberto D'Izzia, 17/02/2023)
Parole chiave del post: 
#attorezen #giordanobruno #oscurantismo #idee #liberta #pensierolibero #campodefiori #dogma #eresia 

martedì 14 febbraio 2023

Post n.106_ Il tuo obiettivo

Un obiettivo si puó visualizzare ad occhi chiusi, meditando. 
Potrai raggiungerlo, peró, solo quando riuscirai a vederlo tenendo gli occhi ben aperti.
(Roberto D'Izzia, 14/02/2023, ore 07:55)


Parole chiave del post: 
#attorezen #robertodizzia #crescitapersonale #obiettivi #leggediattrazione #meditazione #visualizzazione #vascorossi

lunedì 23 gennaio 2023

Post n.104_ Storie Zen di Roberto D'Izzia: "La nutria"

   Lungo il margine del fiume, erano giunti dalle colline due esemplari di nutria. Avevano scavato pazientemente tre tane: una per proteggersi dai predatori, una per l’inverno, ed una per accudire eventuali cuccioli.

   Il primo anno, sopravvissero all’inverno senza problemi; ogni volta che l’acqua del fiume si alzava di livello, entravano nella tana centrale e salivano, grazie ad un tunnel, sopra il livello dell’acqua, così da non restare annegati. Quando il fiume tornava a livelli regolari, le nutrie uscivano nuovamente, facevano il bagno nelle acque fredde e fangose, mangiavano qualche pianta selvatica, croccante e gustosa, per poi rinchiudersi in un’altra tana.

Giunta la primavera, misero al mondo tre cuccioli, che giocavano nell’acqua e imparavano a masticare le radici più dure.


Gli esseri umani si radunarono, e dissero

- quelle nutrie sono pericolose, possono mordere i nostri bambini

Per questo motivo, catturarono uno dei cuccioli, e lo uccisero.

Altri umani si riunirono, qualche giorno dopo, e urlarono

- le nutrie usciranno dal letto del fiume, e mangeranno tutto il nostro raccolto

Così, catturarono un altro cucciolo, ed uccisero anche quello.

Altri umani, riuniti in un terzo gruppo, dopo aver visto cosa erano stati in grado di fare i loro concittadini, presero coraggio, e dissero:

- le nutrie rimaste scaveranno così tante buche e così tanti tunnel, da far franare gli argini del fiume e le case lì vicino.

Così, catturarono il terzo cucciolo, per sopprimerlo.


   Prima della fine dell’estate, l’esemplare maschio di nutria capì che era tempo di emigrare, ma la femmina rimase nella sua tana, per tutta la vita.

E per tutta la vita fece l’unica cosa che aveva sempre fatto, cioè mangiare erba selvatica e radici, fare qualche bagno quando il fiume lo permetteva e nascondersi durante i mesi più rigidi; senza mordere bambini, senza mangiare i frutti delle colture lì vicino e senza distruggere l’argine del fiume, perché quella era casa sua.



Parole chiave del post:
#attorezen #storiezen #robertodizzia #compassione #animali #pregiudizi 

domenica 22 gennaio 2023

Post n.103_ Storie Zen di Roberto D'Izzia: "Le dipendenze"

In una città italiana, verso la fine degli anni settanta, fu aperta una scuola di filosofia Zen; l’uomo che l’aveva fondata veniva dal Giappone, dove per lungo tempo era stato diretto apprendista di un saggio, ed anziano maestro.
   Dopo molti anni di insegnamento, una sera decise di radunare gli allievi che lo seguivano da più tempo per discutere sulla società moderna; trascorsi alcuni momenti di meditazione condivisa, fece loro una domanda:

- Ditemi, in base alla vostra esperienza diretta, trovate che gli esseri umani siano realizzati nelle loro vite quotidiane? 
- Tranne alcuni casi particolarmente radiosi, no Maestro - risposero, quasi all’unisono gli allievi
- e per quale motivo?
Il più anziano del gruppo prese parola, e disse
- Maestro, tutti abbiamo le stesse capacità ma, forse coinvolti dalle dipendenze quotidiane, molti perdono lucidità di pensiero, e la luce dello spirito pare annebbiarsi. Credo che sia questo il motivo per cui in molti perdono la via della realizzazione

Il Maestro ascoltava in silenzio, come a voler attendere ulteriori spiegazioni ma, poiché nessuno aggiungeva ulteriori riflessioni, pose un’altra domanda al gruppo
- ditemi, dunque: qual è la dipendenza che più annebbia la chiarezza dello spirito, ed offusca la lucidità di pensiero dell’essere umano?

Gli allievi mormorarono sottovoce, si guardarono, poi, uno alla volta, cominciarono a rispondere con ferma convinzione e a voce alta
- la dipendenza dalla ricchezza e dal lusso, perché porta perfino alla disonestà e alla criminalità, basti vedere come si comportano i delinquenti o certi politici corrotti
- la dipendenza dalle droghe o dall’alcool, perché confonde la volontà sia mentalmente che fisicamente, distrugge legami affettivi e crea disagi sociali incalcolabili
- la dipendenza dalla pornografia, perché genera dispersione di energia vitale, e chiusura emotiva
- la dipendenza relazionale, perché non permette alle persone di vivere liberamente la propria esistenza, ma le vincola alla vita ed alle idee di altre persone, oppure le porta alla violenza e all’odio
- la dipendenza dai telefoni e dal computer, perché isola le persone e non permette loro di vivere una realtà concreta…

Mentre gli allievi continuavano a parlare, il Maestro rimaneva impassibile, quando ad un certo punto alzò una mano chiedendo di poter intervenire; gli allievi si zittirono.
- domani chiuderò definitivamente questa scuola, e desidero che il mio nome non venga scritto da nessuna parte, così da cancellare ogni ricordo di me. 
- perché? Come possiamo fare una cosa del genere? - chiese uno degli allievi, sconvolto da quella incredibile decisione
- perché ho capito che anche io non ho realizzato la mia vita. Dopo tanti anni trascorsi insieme, vi ho trasmesso fin troppo bene le pratiche della meditazione e dell’osservazione, eppure non sono riuscito a trasmettervi il valore della compassione.


Parole chiave del post: 
#attorezen #storiezen #robertodizzia #compassione #giappone

venerdì 20 gennaio 2023

Post n.102_ Cosa sono i sogni? Come fa il cervello a realizzarli, ma soprattutto… perché sogniamo?

Miei cari bimbi sperduti nella penisola che purtroppo c’è, cosa avete sognato questa notte?
Forse avete volato senz’ali, vi siete trovati banalmente a cucinare uova al tegamino, oppure – e non ve lo auguro davvero – vi siete catapultati nella classe quinta delle superiori, ad un giorno prima degli esami di maturità, non da studenti, bensì esattamente nello stato attuale, e ciò vuol dire che non vi ricordate niente ne’ di Ugo Foscolo, tantomeno di quella dimostrazione matematica che tanto vi faceva impazzire, ma che avevate finalmente capito, ed imparato. A diciannove anni, ma non nel vostro presente-sogno.
Siete anche convinti, nel sogno, che di lì a poche ore una commissione di terribili professori, del tutto sconosciuti vi farà delle domande tremende, magari in inglese, per inchiodarvi sul petto o sulla schiena tutta la vostra immaturità, a vita.
Tranquilli, però, è tutto un sogno, ve l'ho detto.
Un incubo! Direte voi.
Si, lo so, lo so, e lo avete fatto ogni volta che dovevate iniziare un nuovo lavoro, o una nuova avventura di vita. Succede sempre anche a me. Brutta storia. Però è tutto finto, si tratta di immagini immagazzinate qua e là che il nostro cervello va a ripescare durante la sua intensa attività onirica, così, per fare un po’ di palestra notturna.
Sapete, lui – il cervello - si allena, hop hop, mentre voi finalmente la smettete di sovraccaricarlo con i vostri milioni di pensieri e di gesti, tutti uguali e ridondanti fra l’altro, oltre che inconcludenti; si allena, promuove l’apprendimento stimolando le connessioni fra neuroni, e consolida i ricordi, cosa che voi, da svegli, mentre guardate le vostre serie tv sul divano o vi strafogate di cheeseburger e patatine fritte al fast-food, di sicuro non riuscite a fare. Se lo fate, non ne siete consapevoli.
A meno che non vi decidiate finalmente, quale che sia la vostra età, di intraprendere attività stimolanti per le connessioni neurali, come imparare a suonare uno strumento musicale, imparare una lingua straniera, leggere libri, scrivere, disegnare e, neanche a dirlo, rilassarvi e fare meditazione (quest’ultima è farina del mio sacco, ma trova riscontri positivi in molti pareri di neuroscienziati, per via dell’importante apporto di ossigeno, utile ad affrontare le infiammazioni ma… è un’altra faccenda, informatevi da soli, se volete, che fa bene al cervello ok?).

Va bene, ma cosa sono i sogni?
I sogni sono… esperienze. Già, proprio così.
Grazie a metodi di indagine come l’EEG (elettroencefalogramma) e la PET (tomografia ad emissione di positroni), abbiamo scoperto che l’attività del cervello durante la veglia e quella durante la fase REM (Rapid eye movement) sono simili, poiché sono coinvolte medesime aree della corteccia visiva responsabili dell’elaborazione delle informazioni sensoriali della vista; stesso discorso vale per le aree della memoria.
In pratica, e detto in parole poco, anzi per nulla tecniche, il super computer che abbiamo dentro la scatola cranica lavora sia quando siamo svegli che quando dormiamo, e quando dormiamo sembra che continui un processo di acquisizione ed elaborazione dati, per far sì che tutta l’esperienza vissuta durante la veglia non vada perduta. 
   Considerando che dormiamo molte ore (troppe?) al giorno, dovremmo produrre davvero un sacco di sogni, e come mai ne ricordiamo solo una manciata? 
Innanzitutto, bisogna far presente che, se al mattino ricordiamo poco o nulla dei nostri sogni, non è detto che il cervello abbia deciso di scioperare per quella notte; studi di neurofisiologia degli ultimi dieci anni dimostrano che siamo noi a dimenticare le nostre attività oniriche al nostro risveglio, anche se il cervello fa il suo buon lavoro.
Quindi… avete presente quella sensazione di sconforto che vi prende quando qualcuno vi racconta i suoi mille sogni (tutti bellissimi, fra l'altro), e voi non ne avete fatto neanche uno? 
Beh, con buona probabilità ne avete fatti anche voi, ma forse li avete dimenticati al vostro risveglio.
Oppure, ne avete prodotti davvero pochi.
E da cosa dipende? 
Nelle precedenti righe ho utilizzato alcuni termini chiave: immagini immagazzinate, ricordi, esperienza vissuta. Altro non sono che la memoria.
Stimolare un buon funzionamento del cervello, un’organizzazione mnemonica e neuro-emotiva, favorisce la produzione di sogni, in quanto è da lì che il cervello prende il “materiale” per elaborare immagini, suoni, storie, emozioni. Quindi, ad una maggiore memoria da svegli, osservazione, ricettività sensoriale, corrisponde una maggiore produzione di sogni.
Tutto ciò, è stato rilevato dal punto di vista meramente meccanico, misurando cioè l’attività del cervello durante il sonno dei soggetti presi in esame, con macchinari sempre più complessi, alcuni già citati, più altri (risonanza magnetica).
Resta un quesito, per la scienza e per tutti noi: perché esistono i sogni? Come interpretarli?

Beh, miei cari lettori, io nasco dopo un secolo di psicanalisi e milioni di dibattiti in proposito, non vorrei di certo mettermi al pari di lor signori freudiani o junghiani, che hanno già le risposte pronte su come interpretare i sogni altrui, ma mia madre mi diceva sempre “Robertino, tu sei tu, ricordati: tu sei tu”, e questa cosa mi è rimasta talmente impressa, che raramente lascio agli altri il compito di decidere ciò che devo credere io.

Pertanto vi dico cosa penso io alla luce di ciò che ho umilmente approfondito in proposito di sogni, nel corso degli ultimi anni, e che sintetizzo adesso in questo strampalato, onirico post.

   Lo so che i più romantici fra voi si getteranno sul piede di guerra, il che sarebbe un ossimoro, e chiunque mi guarderebbe con occhi torti leggendo queste mie parole, senza troppo romanticismo nelle vene, ma… così è.
Credo che i sogni, per quanto ci paiano magici e poetici, divertenti o raccapriccianti, siano frutto di un semplice fattore genetico utile allo sviluppo della nostra fantasia ed alla crescita costante dell’individuo, altrimenti “limitata” alle sole percezioni diurne non sempre sufficienti a tal scopo.
Immagini e suoni, umori, odori e quant’altro il nostro organismo riesce a filtrare dal mondo esterno grazie ai sensi – poi, sul numero di sensi a nostra disposizione, credo che scriverò un altro post - raccolti più o meno consapevolmente durante la giornata, o durante un’intera vita, vengono rimodulati dal cervello con grande capacità artistica in fantastici film d’animazione, che farebbero impallidire anche la più eccellente casa di produzione hollywoodiana.
Mappe geografiche e riferimenti spazio-temporali così esatti, da darci la sensazione di ritornarci più e più volte, in ciò che molti di noi riconoscono come “sogni ricorrenti”, situazioni paradossali eppur verosimili, tanto da farci credere, al risveglio, che siano ricordi reali, e non solo sogni.
Niente poesia, niente arpa che suona in camera al vostro risveglio, spiacente.
E le emozioni?
Tutta quella faccenda sulle paure, i desideri più o meno espressi, le fantasie… e le mille altre cose che milioni di psicoterapeuti carpiscono dai sogni dei sognatori? Quintali di pagine scritte in proposito? Che ne vogliamo fare eh?
Non vorrai mica dirci che i sogni sono solo un copia e incolla della realtà venuto un po’ male, eh Rò? E che tutta l’interpretazione dei sogni è una bufala?!

   Fermi tutti, un respiro profondo.

Non ho escluso che fra gli innumerevoli stimoli che riceviamo, e che il cervello immagazzina per poi rielaborarlo mentre noi dormiamo, trovi spazio anche tutta la sfera emotiva.
Anzi, per come vanno purtroppo le cose nel mondo, direi che la sfera emotiva e psicologica abbiano preso perfino il sopravvento su quella sensoriale, e credo che un essere umano poco abituato all’ascolto della fisicità del cosmo – e della propria – accumuli soprattutto materiale “complesso” per il lavoro notturno del proprio cervello; ecco il perché di sogni altrettanto complessi, difficili da decifrare, ansiogeni.
Insomma, più l'essere umano è abbandonato all'emotività ed ai pensieri, due grandi baluardi dell'era moderna e dello stress, piuttosto che all'ascolto e all'attività fisica, più i sogni saranno incasinati. Scusate il termine, volevo essere un pelino più chiaro.
   Chi cerca di leggere nei sogni di qualcun altro incasellandoli in archetipi prestabiliti commette un errore macroscopico, secondo me, perché la quantità di informazioni che il nostro cervello utilizza per realizzare quei sogni è talmente vasta, che sarebbe davvero impossibile comprenderne la chiave.
Sarebbe come cercare di convincere un abitante della Lapponia a leggere A Silvia di Leopardi in lingua originale; ovviamente con un dizionario in mano e delle note a margine qualcosina potrebbe arrivare, ma sarà impossibile pretendere la piena ed immediata comprensione del testo, così come lo ha concepito l’autore.

Ed ecco, miei cari lettori, cosa potrebbero essere i sogni: impulsi elettrici fra le varie aree del cervello, siano esse corteccia, area del pensiero cosciente, area della memoria, zone frontali e parietali per elaborazione delle immagini.
Dato che non ci alimentiamo a batteria, ne’ a luce solare, quando parlo di impulsi elettrici mi riferisco al super lavoro che svolgono i neuroni del nostro cervello che, grazie ai neurotrasmettitori, si parlano facendo girare fra loro messaggi sotto forma di stimoli elettrici convertiti in messaggi chimici, riconvertiti in stimoli elettrici, il tutto a velocità di 400 km/h l’uno.
E nel cervello abbiamo circa 100 miliardi di neuroni, che creano un numero di connessioni fra loro abbastanza impressionante; per intenderci, siamo vicini al numero di stelle conosciuto attualmente nell’intero Universo.

Tutto qui.
Lo so, a voi sembrerà molto fredda come analisi, ma io invece sono talmente affascinato, che mi viene da piangere; la perfezione del cervello è tale che mi sconvolge, e l’esistenza dei sogni è ancora più sconvolgente, per me, anche se il mio post potrebbe sembrarvi un po’ cinico.
La natura nella sua esattezza è già poetica, e magica, non credo ci sia molto da aggiungere.

Quindi… quando vi svegliate, domani, e vi accorgerete di aver fatto incredibili sogni, sorridete, prima di riprendere la vostra routine quotidiana, perché potrete vantarvi di esser stati protagonisti di un piccolo miracolo dell’evoluzione.

Fonti:
https://www.stateofmind.it/2020/12/sogni-significati-psicologia/
https://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/medicina-e-ricerca/2016-06-14/neuroscienze-sonno-e-sogni-cervello-mezzanotte-133627.php?uuid=ADHxiqb
https://www.uwell.it/articoli-stile-di-vita/perche-sogniamo-scopriamo-sogni-con-neuroscienza
https://www.focus.it/scienza/salute/come-funziona-il-cervello



Parole chiave del post: 
#sogni #cervello #evoluzione #neuroni #psicologia #neuroscienze 

giovedì 19 gennaio 2023

Post n.101_ Smonta il labirinto

Ricordo una palestra, come quella delle scuole superiori; grande, alta, luminosa, libera: sono io da piccolo.
   Poi, tàc: qualcuno inserisce una piccola parete trasversale di cartongesso, e lo spazio si riduce.
Di poco, ma si riduce.
Passa un altro po' di tempo, e tàc: un'altra paretina compare dal nulla, perpendicolare alla prima, che mi lascia, però, delle vie per girare, camminare qua e là.
   Porte.
Passano gli anni, e la palestra si riempie di tramezzi, fino a diventare un incredibile labirinto, con specchi anche sul tetto, sicché io non capisca più neanche qual è il diritto ed il rovescio.
   Per anni, soffro di claustrofobia. 
  Credo che non ti dirò chi sono stati i vari cartongessisti che hanno riempito la mia palestra - ognuno ha i suoi - ma posso condividere con te un'esperienza, concreta, reale, che non è "pensiero" ne' "idea". 
   Ho scoperto chi sono i cartongessisti, tutti, ed ho capito di che cosa sono fatte quelle pareti: questo è stato il primo, grande, enorme passo che mi è capitato di fare.
Ora - da qualche tempo - sto togliendo tutte quelle pareti, molto attaccate al terreno e pesanti, e...
Sai?
La palestra è proprio spaziosa, e si respira bene.

Parole chiave del post:
#attorezen #crescitapersonale #robertodizzia 

sabato 7 gennaio 2023

Post n.99_ Soil Challenge, e la mia ironia dedicata a Sadhguru...

Rispondo ad una "soil challenge", dedicata al movimento Salva il suolo, attivisti italiani del più famoso Save Soil fondato da Sadhguru, che nel mondo sta avendo un incredibile seguito.
Lo faccio con una vignetta, anzichè con un'opera d'arte o un balletto, o chissà quale altra opera, perché... perché questo sono io: l'ironia è il sale della vita, lo affermo da sempre.
Ho poco altro da aggiungere, per adesso, credo che la vignetta parli da se. 
A presto, e... state attenti ai fiori ;) 

"The gardener"
- Sadhguru, help me! Show me the way to Enlightenment...
- Oh, my friend, help me too, we have to repair the garden of the Ashram that you are now stepping on with your Car, and we will need a new gardener...
🧠 (traduzione)
"Il giardiniere"
- Sadhguru, aiutami! Mostrami la via per l'illuminazione!
- Amico mio, aiutami anche tu, dobbiamo riparare il giardino dell'Ashram che stai schiacciando proprio adesso con la tua auto, e avremo bisogno di un nuovo giardiniere...


Parole chiave del post:
#SalvailSuolo #ConsciousPlanet #Sadhguru #AgisciOra #SoilChallenge #2023Soil

mercoledì 28 dicembre 2022

Post n.98_ Karma, Loop mentale e Natale 2022

Cosa sono il loop mentale ed il karma?
In questo video vi parlo del loop mentale ed emozionale in cui talvolta le nostre vite girano senza sosta, e approfitto del natale per suggerire un regalo che ognuno di noi potrebbe fare a se’ stesso…
Parole chiave del post:
#karma #loop #mindfulness #consapevolezza #mente #attorezen

mercoledì 21 dicembre 2022

Post n.97_ I colori dell'illusione

Vorrei suggerirvi una riflessione sui colori.

Sapete, gli oggetti non hanno colore, ció che vediamo è l'unica lunghezza d'onda di luce visibile respinta da essi.
In parole molto, molto semplici: se vedi un maglione azzurro, in realtà quel maglione ha una tintura che sta "assorbendo" tutti gli altri colori, respingendo proprio l'azzurro, quello che vedi tu.
In assenza di luce, lo sappiamo tutti, gli oggetti non si vedono. 
Perchè ve lo dico? 
Perchè è importante capire e sentire la realtà che ci circonda, studiandola, e capendo se i racconti con cui ci fanno crescere hanno senso per noi, e per decidere se trasmetterli ai nostri figli. 
   Se sai che i colori esistono solo per un effetto di eccitazione di elettroni, e di assorbimento o meno di fotoni, puoi credere ad occhi azzurri, sangue rosso, fonti luminose e quant'altro? 
Puoi credere a chi vede 'cose' che coincidono ad icone dipinte secoli addietro, anche se quei dipinti sono realizzati con colori che "non sono colori", bensì il respingimento di una lunghezza d'onda specifica di luce, e i pittori di allora non lo sapevano?
Puoi credere che il colore adatto a te è questo o quello, perché qualcuno te lo ha consigliato sulla base di strane coincidenze, ma questo qualcuno non sa cos'è la scomposizione della luce e non sa nulla di elettroni?

La realtà è molto, molto più affascinante ed incredibile di quanto immagini: tu vivi nella realtà, o in un racconto?

Parole chiave del post:
#lucevisibile #elettroni #colori #fisica #attorezen #crescitapersonale #superstizione 

lunedì 19 dicembre 2022

Post n.95_ Drogarsi di saccenza

Adulti irrimediabilmente drogati di cellulare, serie tv, zuccheri, giochi d'azzardo, alcol e tante, tante altre abitudini quotidiane distruttive, spiegano agli adolescenti che lo spinello crea dipendenza.


Immagine di sfondo tratta da: https://www.google.com/amp/s/www.indiscreto.info/impauriti-davanti-alla-tv/amp/

Parole chiave del post
#dipendenze #droghe #serietv #hikikomori #alcol #spinello #marijuana #giochiazzardo #caffe

martedì 11 ottobre 2022

Post n.89_ Il Diavolo umano, The Black Alien Project e considerazioni varie sulla Body modification

   Passeggiando per le pallide e cocenti spiagge di Praia Grande, a San Paolo (Brasile), ti potresti trovare fra migliaia, splendidi giovanotti abbronzati in costume, che godono con gioia della loro freschezza, con palme colorate e possenti grattacieli a fare di sfondo; un quadro che al solo pensiero mette voglia di vivere, di lasciarsi coinvolgere in balli latini, di bibite ghiacciate e appuntamenti avventurosi.

   Chiacchierando allegro con la persona che hai appena conosciuto e convinto a venire con te al chiosco del cocco, potresti imbatterti però in un individuo che, fino a pochi istanti prima, difficilmente avresti pensato di incontrare, almeno, non in quell’occasione, e sicuramente non nella tua dimensione.

Un uomo possente, di circa 45 anni, il cui corpo è quasi interamente tatuato, ma non totalmente, perché molteplici striature su più direzioni ricordano il colore della sua pelle, e stanno a significare degli sfregi, o significativi graffi.

La sua presenza non sarebbe particolarmente eccezionale – non sono rarissime, ormai, persone che decidono di tatuare il blu scuro o il nero totale sul corpo, a prescindere da qualsiasi forma artistica rappresenti, disegni o scritte – se non fosse per la sua testa.

  Già, perché il capo, ed il volto di quell’uomo cambierebbero davvero la tua spensierata chiacchierata verso il chiosco; lui, con un lento ma deciso percorso, si è tramutato in qualcosa di diverso da ciò che era qualche anno fa, ed oggi si fa chiamare Diabaopraddo, Diavolo Praddo, l’uomo demone, o diavolo che sia.

   

   Ha modificato la sua arcata dentale: adesso mandibola e mascella sono diverse, più larghe, adatte ad accogliere zanne affilate e sporgenti, aguzze come quelle d’un cinghiale, nella parte sotto, e denti acuminati che ricordano quelli d’uno squalo bianco, davanti soprattutto, al posto degli incisivi e di quasi tutti gli altri denti.

Dei suoi capelli non c’è più traccia, a parte una piccola cresta, perché la testa, visibilmente deformata, adesso presenta diverse bozze a rappresentar corna e, a parte queste, dalla pelle sbucano due fila di corna vere e proprie, bianche come avorio ed appuntite, curve come mezzelune, non enormi come quelle d’un toro, per fortuna.

Il ragazzo ha deciso di farsi asportare le orecchie, dichiarando fra l’altro di sentire un brivido di soddisfazione, perché sentiva di togliere qualcosa che non gli apparteneva, quindi al loro posto vedresti delle cavità arricciate abbastanza impressionanti, e lo stesso senso di raccapriccio potrebbe coglierti impreparato scorgendo il suo naso perché… beh, perché il suo naso non c’è più. Della trasformazione, anche l’asportazione del naso ha fatto parte, così come quella di due dita, i due anulari ad essere precisi.

   Vorresti guardarlo dritto negli occhi per capire meglio chi è: sono lo specchio dell’anima, si dice, ma i suoi occhi sono irrimediabilmente e totalmente tatuati, anche al proprio interno, e pare che il colore scuro della pupilla si sia irradiato alla congiuntiva, oscurando l’iride e la cornea.


   Così, al posto della fresca bevanda a base di cocco e chissà quale strano intruglio alcolico ammazza turista, finiresti col chiedere una bottiglietta d’acqua, perché a guardare quell’uomo, ti si è seccata definitivamente la gola.

I passanti si fanno un selfie con Michel Faro Praddo, anzi, Diabao Praddo, perché una persona così difficilmente si può incontrare ovunque.

Lui, il diavolo umano, professionista Tattoo, gira in compagnia della moglie, specializzata in body modification, artefice di molte sue fasi della metamorfosi; una ragazza altrettanto singolare, con pupille colorate, corna rosso fuoco sulla fronte e corpo scolpito (chissà, se del tutto naturale), quasi interamente coperto dall’inchiostro, abbigliamento curatissimo, che ricorda lontanamente lo stile steampunk.

Resti fermo giusto il tempo per perdere la persona che ti stava accanto, che intanto se n’è già andata, ma a te poco importa: tu guardi, rapito dalla disinvoltura con cui la coppia passeggia fra l’incredulità della gente e le simpatiche battute. Ti avvicini, ma non capisci bene cosa dice l’uomo: speri parli in inglese, e invece parla portoghese (ma dai?) e la sua dizione è inevitabilmente modificata dalle protesi dentarie e dalle protuberanze presenti su tutta la bocca.

La coppia si allontana, tu finisci di bere l’acqua e ti siedi sulla prima panchina disponibile per riflettere sulla scena che hai appena visto.

Già: cos’hai visto esattamente?

Due appassionati di tatuaggi e body modification estremo oppure un gruppo di persone che chiedono di fare un selfie con loro?

 

E voi?

Voi ve lo fareste un selfie accanto al Diabao Michel Faro Praddo?


   Miei cari bimbi sperduti nella penisola che purtroppo c’è, devo ammettere che quando ho deciso di scrivere questo post mi sono veramente sentito a disagio, un disagio intimo e profondo, perché la sottile linea rossa fra stupore e giudizio è davvero subdola, e non voglio certo rovinarmi con le mie stesse mani, scrivendo qualche cazzata di troppo. Cazzata che, del resto, potrei serenamente evitare non pubblicando nulla sull’argomento.

   Ho appena postato un meme sul Diabao (QUI), ma quella è satira, lo sapete come funziona, è stato più forte di me, non potevo certo lasciarmi sfuggire un’occasione così.

Il tema, però, è molto forte, più di quanto si pensi, tanto che sono convinto non si riesca neanche a risolvere (tsè) con un singolo post.

   Mi chiedo, guardando le foto di Michel, da lui stesso pubblicate, cosa porta un ragazzo a spingersi oltre, oltre ogni limite, oltre all’impianto di zanne e corna varie, fino a giungere là nel territorio inesplorato della modificazione estrema, dove ci si fa tagliare di netto il naso, la lingua, le orecchie e due dita; dove si chiede alla moglie di farsi iniettare del silicone in testa e poi, quando questo gonfia incontrollato, pubblicare un video su IG in cui si racconta ai followers che, sì, fa un po’ male, ma va tutto bene, e fra un po’ dovrebbe sgonfiarsi.

Spingersi nella zona misteriosa e misterica della mente, laddove si decide di dichiarare ai giornalisti che non è finita lì, perché il desiderio di trasformazione è troppo forte, e forse le mani fra un po’ diventeranno dei veri e propri artigli.


   Anche Anthony Loffredo, ha molto da raccontare, sapete.

Era davvero stanco della sua vita terrestre, e per questo si è fatto amputare alcune dita di mano e piedi (e quelle rimaste le ha modificate vistosamente), ha tatuato corpo e bulbi oculari, si è fatto dividere la lingua in due, asportare naso, orecchie e parte di labbra. Una volta inserito diversi impianti sottocutanei e subìte molteplici operazioni chirurgiche, finalmente ha cominciato a farsi chiamare “The Black Alien Project”.

Il gran bel ragazzo che era prima, ora si presenta come un ‘essere’ antropomorfo, totalmente colorato e deforme, davvero singolare, che ogni giorno ha a che fare con problemi di integrazione e di “incomprensione” da parte estranei e parenti, perfino di violenza psicologica ed insulti (QUI un’intervista al quotidiano Midi Libre).

 

   Che dire, abbiamo una questione aperta di estetica?

Stiamo vivendo la realizzazione di sogni che sono sempre esistiti, ma che prima non era possibile realizzare?

Oppure, cari miei lettori (siete ancora svegli, vero?), ci troviamo davanti al più grande caso di condizionamento di massa che si sia visto?

Perché, può anche darsi che, la butto lì eh, ciò che prima non passava neanche per la testa a certe persone, oggi diventa un bisogno, sì, ma un bisogno indotto che, frammisto ad una incredibile fragilità dell’io, si trasforma in un’altrettanto incredibile voglia di diventare, chessò, l’uomo pappagallo, tipo Ted Richards (guarda ‘mpò QUI)

   …oppure, chissà se è questione di ben altri bisogni, la bella spesuccia di UN milione di sterline del buon Rodrigo Alves, che tanto ha fatto per assomigliare a Ken, il famoso fidanzatino della Barbie. Soldoni spesi, per poi ascoltare la sua vera sessualità, e quindi dopo 90 interventi chirurgici diventare una bellissima ragazza di nome Jessica.

   Forse, nel suo caso sarebbe bastato un unico percorso di autoascolto, sin dall’inizio, per capire che la trasformazione da fare poteva essere solo ed unicamente l’ultima, così, come moltissime persone del mondo, Rodrigo avrebbe potuto spendere qualche migliaio di sterline, e la bella Jessica sarebbe uscita subito dal suo bozzolo per spiegare le ali della libertà.


   Quando io pubblico foto in cui faccio il vampiro con gli occhi rossi, è perché ho partecipato a riprese video per la RAI, o perché partecipavo ad un gioco di ruolo intitolato, appunto, VAMPIRI eh, beh, quegli occhi erano banali lenti a contatto colorate e graduate; io sono io, sono io e sono io (3 volte). Non un vampiro.
Quello era teatro, o TV.


   Dunque, ragazzi, sarebbe opportuno affrontare un percorso di autoascolto e di ricerca interiore, prima di procedere con mutilazioni e scarificazioni estetiche?

Pensate che, nel mondo di oggi, siamo abbastanza sereni e consapevoli del nostro “io” da capire, con l’opportuna fermezza, se è giusto per noi toglierci quattro dita sane e due orecchie, solo per assomigliare ad un alieno?

  Per inciso… stiamo studiando miliardi di galassie, per ora nessuna presenza di vita, quindi la forma di alieno copiata è solo un’immagine indotta da film, fumetti e cartoni animati, oltre a disegni, segnalazioni varie e, ovviamente, stupende e spassosissime apparizioni dell’infinita epopea televisiva di Star Trek.

Idem per l’immagine di demoni e vampiruzzi che, fino a prova contraria, non esistono.

Assomigliare a loro, vuol dire assomigliare al nulla.

   L’estetica del male nasce da disegnetti religiosi, realizzati da gente molto, molto brava a dipingere, e
soprattutto dotata di grande fantasia; immagini che, nel caso di una certa importante religione, sono state addirittura confermate da poveri disgraziati sotto tortura, per qualche centinaio di anni di inquisizione.
Se avessero inventato diavoli con fiorellini in testa e occhi dolci, oggi avremmo gente tatuata con occhi luminosissimi e candide margherite impiantate sulla fronte.

   Quindi... domande valide prima di tali trasformazioni potrebbero essere: Io chi sono, dunque? Amo davvero i demoni per voler assomigliare a loro?
Sono sicuro che l’immagine di questi demoni sia reale – quindi “meritevole” di rispetto – oppure si tratta banalmente di faccette inventate da autori di serie tv americane, videogames o fumetti giapponesi?

   Sono sicuro di non amarmi più, oppure è accaduto qualcosa di esterno a me durante la mia crescita che mi ha portato a non accettarmi per quello che sono, e semplicemente mi mancano gli strumenti e le conoscenze per apprezzare il mio corpo e la mia personalità?

Pratico almeno dieci minuti di meditazione al giorno?

So come funziona il mio cervello e conosco i meccanismi più elementari dei circuiti neurali che portano alle mie scelte quotidiane?


Sono solo domande, le mie, che non posso fare a meno di pormi quando mi trovo davanti la differenza fra tatuaggi e mutilazioni, fra applicazione di piercing e scarificazioni estreme, fra inserimento di impianti sottocutanei e trasformazione di cranio e mandibola.

Non dico che bisogna per forza andare da uno psicologo o uno psicoterapeuta, per legge.

Sicuramente, per me, un professionista di body modification o un chirurgo, dovrebbero avere la capacità di accompagnare chi si candida alla trasformazione da umano a uomo uccello o alieno, in un percorso intimo verso la scoperta del proprio io, e la quiete, la calma.

Morire suicidi nel proprio box come Dennis Avner, l’uomo gatto, dopo aver deciso di diventare tigre, è, secondo me, un percorso diverso dalle cose meravigliose che potremmo realizzare come esseri umani, con 150.000 dollari a disposizione.

 

E voi, miei cari lettorozzi, cosa ne pensate?

Se siete arrivati fin qui, siete dei super lettori, e allora vi va di lasciare un vostro commento qui sotto, così apriamo una bella discussione?


...e mi raccomando, iscrivetevi al blog, condividete, e passate parola ;)


Parole chiave del post:
#bodymodification #estetica #modificazionedelcorpo #accettarsi #diabaopraddo #michelfaropraddo #theblackalienproject #piercing #scarificazione #tatuaggi