Se fossi davvero capace di scrivere, al posto di un blog farei un libro, e diventerei ricco.

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venerdì 2 settembre 2022

Post n.72: Siderali

Ruga d’espressione fra le ciglia
e chiuse di pelle sottilissime
sulla mia vista,
penso.

 

Ai freddi siderali e le distanze,
al moto perpetuo, calmo ed infinito
del tappeto spazio temporale;
alla luce
gioia di bimbi in festa
liberi di correre,
e di toccare tutti gli angoli della casa,
al buio,
denso come marmellata, come vischio,
nero come la notte senza fantasia.
Al silenzio,
morbida ovatta fra una materia e l’altra.
E che dire delle stelle,
e dei pianeti amanti muti senza speranza alcuna,
che le corteggiano, e le guardano,
e da loro vita traggono e forza per girare?
Oh,
mostri che van divorando luce,
e ferro e particelle d’energia,
così grandi da far tremare i polsi
navigano questo immenso mare,
Pìcari feroci e furbeschi
che saccheggiano, rapiscono, uccidono
poi
spariscono nel nulla.
 
Infine,
miseri, bagnaticci, putridi,
stupidi,
effimeri e minuscoli
umani,
vivono nella vita, alla vita e sulla vita di partito,
mentono ed affermano
spudoratamente,
urlano, si colorano e sorridono,
carezzano i bambini,
usano i bambini e rompono il silenzio,
rompono le proporzioni,
violentano la realtà, giocano la realtà.
 
Ruga d’espressione fra le ciglia
e lento respirare.
Lupo attento è orecchi tesi,
così, nuove vibrazioni da lontano giungono;
il tappeto spazio tempo si fa forte,
freddi siderali e particelle,
buio e luce,
buchi ed esplosioni:
l’odore degli umani è meno interessante.

      D’Izzia Roberto (05/07/2022, ore 18.05)
per l'immagine, rielaborata da me, si ringrazia: Luminas Art da Pixabay 

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giovedì 1 settembre 2022

Post n.71: Lezione bonsai di TEATRO – Sono timido quindi faccio teatro

Siamo sicuri che la giusta motivazione per affrontare un laboratorio teatrale sia “cancellare” la timidezza?
   Soprattutto… siamo sicuri di essere timidi, o forse si tratta di abitudine ad “hackerare” noi stessi? 

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venerdì 26 agosto 2022

Post n.70: Lezione bonsai di TEATRO - I cliché

   L’attore può ricorrere all’uso di cliché per esprimere stati d’animo o rappresentare determinati archetipi; Stanislavskij sperimentava un teatro più genuino, totalmente sganciato dall’uso dei cliché.

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lunedì 15 agosto 2022

Post n.69: Diventare INFLUENCER COMPRANDO FOLLOWER… no grazie

   Data la qualità dei miei contenuti, qualcuno mi ha già offerto un “lavoro” come influencer, per 3 brand.
   L’entusiasmo si è spento pochi istanti dopo, quando ho scoperto che, per procedere nella mia attività, avrei dovuto COMPRARE i FOLLOWER per far crescere il mio profilo Instagram.

   La risposta non è del tutto scontata, perché credo che molti accettino…

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venerdì 12 agosto 2022

Post n.68: Gli incontri del Cimtero di C. è arrivato!

Cari lettori,
   come descrivere l’emozione che sto vivendo in questo esatto momento?

   Difficile, davvero, perché i pensieri corrono veloci, mentre i polpastrelli picchiettano sulla tastiera parole da correggere di continuo.

   Il mio libro, “Gli incontri del Cimitero di C.: ed altri racconti dell’orrore” è finalmente realtà, grazie alla fiducia che in me ha posto la editrice Prime edizioni, e grazie alla spericolatezza che contraddistingue il mio percorso di vita.

   Se vi chiedete come mai ho deciso di raccogliere sette storie dell’orrore, nate nell’arco di un quarto di secolo, sappiate che è tutto scritto nel libro, quindi non sarà adesso che anticiperò qualcosa; dovrete acquistarlo QUI. Cominciamo con la versione e-book, ma presto arriverà nelle librerie.

   Leggetelo, e poi lasciate la vostra recensione, sulla pagina dell’acquisto (QUI), oppure scrivendomi direttamente con un commento a questo post. Se proprio morite – verbo quantomai azzeccato – dalla voglia di scrivermi, potete anche farlo sul mio profilo IG o sul mio profilo Facebook. Vi darei anche l’indirizzo di casa, ma so che poi qualcuno finisce per prendermi in parola, quindi lasciamo stare…

 

   Null’altro da aggiungere, per adesso.

   Sono certo che vi divertirete, e soprattutto che troverete un certo gusto gotico ottocentesco nei miei racconti.

   Buona lettura con Gli incontri del Cimiterodi C., ed altri racconti dell’orrore.

 

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mercoledì 10 agosto 2022

Post n.67: Il LaborAttorio riparte !!!

   Beh, miei cari, carissimi, ma proprio super splendidi lettori (tsè,, lasciamo perdere), è un momento pieno di energia, quello che sto vivendo, quindi posso darvi una notizia molto importante, forse la più importante di tutte: il LaborAttorio ritorna, ed è alla sua 5° edizione! 

   E' un'emozione molto intensa da gestire: dopo ben tre anni di stop forzato: riprendere ad insegnare - anzi, a creare - sarà impegnativo e fantastico, e non vedo l'ora di rimettermi in gioco nel ruolo di docente, perché ho molto, molto da trasmettere.

   Sono anche cambiato, totalmente (in meglio, ovvio), e tutta la mia prorompente energia, accompagnata da una nuova calma e forza interiore, aiuteranno il nuovo gruppo a percorrere un percorso creativo e divertente allo stesso tempo. 

Che altro dire? 

Per ora, basta così, vi lascio con le locandine, su cui potete anche cliccare per aprire l'evento Facebook.





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sabato 6 agosto 2022

Post n.66: Brividi in vista

Ci siamo, il libro è quasi pronto...
E voi?



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domenica 24 luglio 2022

Post n.66: Lezione bonsai di TEATRO - Agire e non recitare

“Agire e non recitare”… cosa vuol dire? È difficile rispondere in pochi secondi, è tutta la vita del lavoro di Stanislavskij.
“Agire e non recitare”, provo a fare un semplice esempio, in pochi secondi.

   Il tuo regista ti chiede di mandare un messaggio ad un amico - sei sul palco, state facendo degli esercizi – un messaggio con un cellulare, con un telefonino, un amico immaginario evidentemente.
Tu scrivi, scrivi, scrivi… dopo un minuto il regista ti dice “STOP!”, e tu sei soddisfatto, hai fatto la tua scena, ma il regista ti chiede di fargli vedere il cellulare.
Tu glie lo mostri, e sul cellulare non c’è scritto nulla, perché tu hai fatto finta di scrivere.
   A quel punto il tuo regista ti chiederà di sapere… di rifare la scena, ma a quel punto vuole sapere chi era il tuo amico, quanti anni aveva, da quanto tempo siete amici, cosa volevi scrivergli, qual era il motivo per cui volevi scrivergli.

   Rifarai la scena e gli manderai un vero messaggio, e mentre gli manderai (scriverai) un vero messaggio in scena, lungo, significativo, che avrà un senso, in quel momento tu dirai qualcosa di vero.
Farai qualcosa di vero!
Il regista dirà “STOP!” e neanche te ne sarai accorto, sarà passato un determinato numero di secondi.

Tu avrai agito e non recitato.
Ciao a tutti.

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venerdì 22 luglio 2022

Post n.65: Racconti dell'Orrore in arrivo...

“   La storia del vecchio guardiano scomparso era, di per sé, pittoresca ed alquanto curiosa: la paga era molto elevata, e non si capisce come mai lasciò tutto senza neanche pretendere l’ultima mensilità.
Sparì, e basta.
Questo mistero, ovviamente, alimentò la fantasia e la superstizione degli ingenui abitanti di C.”

Siete curiosi di sapere perché i guardiani del Cimitero di C. spariscono senza dare spiegazioni?
Lo scoprirete quando usciranno i miei racconti dell’orrore, finalmente in fase di correzione…












per l'immagine, rieaborata da me, si ringrazia: Malsawm Tunglut da Pixabay

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mercoledì 20 luglio 2022

Post n.64: Lezione bonsai di TEATRO - Gli errori sul palco, AttoreZen,14/07/2022/

Quante volte vi sarà capitato, durante uno spettacolo teatrale, da spettatori, di vedere chi era sul palco commettere un errore e, magari, interrompersi e dire “ops scusate” oppure fare una piccola risatina o, peggio ancora, correggere il compagno di scena.

   In quel momento è accaduta una cosa: si è ‘spezzata la magia’.

L’energia che c’era, che scorreva sul palco, e che fluiva dal palco al pubblico e dal pubblico al palco si è interrotta.

   Questo è accaduto perché tra voi (spettatori) e il palco era nato un legame, voi credevate a quello che stava raccontando chiunque c’era sul palco, e chi c’era sul palco raccontava con amore quella storia.

   (agli attori) Quindi, se per caso, vi dovesse capitare di commettere un errore – perché ognuno di noi commette errori, è normale, tanto più se stiamo affrontando una messa in scena dura, lunga, difficile, impegnativa. O, magari, anche semplicemente un concerto, in radio siamo in una diretta radio) – se vi capita un errore... perché interrompersi?
Per quale motivo dire al pubblico “scusate”, oppure peggio ancora interrompere un collega o chi è un amico che è con noi vicino?

   Andate avanti! Perché chi ci sta guardando, o chi ci sta ascoltando, crede in noi, crede in quello che stiamo facendo, e in quel momento noi lo abbiamo trasportato in un altro mondo.

Ciao a tutti


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giovedì 14 luglio 2022

Post n.63: Lezione bonsai di TEATRO - Concentrarsi sullo spettacolo, AttoreZen, 13/07/2022

   Sono alle sette del mattino a fare Yoga e esercizi, molto importante per chi vuole fare qualsiasi attività fisica, e voglio dedicare questi pochissimi secondi, questo piccolo minuto – forse un po’ più di un minuto – a chi vuole fare uno spettacolo teatrale, una qualsiasi apparizione in pubblico, chi vuole leggere qualcosa, chi vuole interpretare qualcosa in pubblico, chi si sta preparando per fare questo…
   È molto importante che voi crediate in quello che state per dire; è molto importante credere, più che alla forma che si vuole… che si vuole dare, più che al significante che si vuole dare, ma al contenuto.

   Se voi vi preparate per un mese, per un mese e mezzo, due settimane, sei mesi, per tutto il giorno, da quando vi svegliate a quando andate a letto, mi raccomando: pensate sempre a cosa state per dire a quelle persone che vi ascolteranno, perché il significato, il messaggio che darete in quello spettacolo è l’unica cosa che veramente conta.
   Interiorizzare quello che dovete dire, quello che dovete fare, il senso dello spettacolo che avete deciso di fare – perché avrà un senso? Altrimenti non avreste deciso di fare… di farlo! – il senso è molto, molto importante.
   Vedrete che quella sera, quel giorno, quella mattina, quella notte in cui vi esibirete tutto fluirà molto più facilmente se voi penserete tutti i giorni, sempre, con un unico obiettivo, concentrerete la vostra energia, nel messaggio di quello spettacolo.

Ciao a tutti.


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Post n.62: Lezione bonsai di TEATRO - AttoreZen al mattino

Sveglia ore 5:50, riscaldamento, esercizi al parco, meditazione.
Ogni attore è il suo corpo, la sua energia. 
Parola di AttoreZen
 

#attorezen

domenica 10 luglio 2022

Post n.61: Armageddon, o come caspita si scrive

Cavallette, siccità, pandemie, guerre...
Se nel 2012 anche voi prendevate per il culo 
i Maya per la fine del mondo che non è avvenuta, 
sappiate che l'addetto all'interpretazione del calendario
quella sera ha usato un traduttore Google.







venerdì 8 luglio 2022

Post n.60: Tritone


   Verbi masticando vado digerendo pensieri;
panchina come scoglio d’appoggio,
fermo così
ansimo di calura.
   Tritone quasi spiaggiato e senza più l’oriente,
cerco acqua e cerco aria,
nell’acqua affogo e soffoco nell’aria,
non più pesce, e non più umano,
destinato a saltar di scoglio in scoglio
   se lo scoglio è la mia stessa mente.
 
D’Izzia Roberto (08/07/2021, ore 16.57)

Brano musicale: Com’è profondo il mare, Lucio Dalla 

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domenica 3 luglio 2022

Post n.59: Bisonti

S’affaccia furtivo, il guerriero Sioux,
e con la mano a ripararsi da un timido sole
osserva,
silenzioso osserva il divenir del giorno ad est,
e mandria di bisonti impazziti
verso il nulla andare.
 
Ecco, sta pensando,
quelle son le mie future sfide,
e nel mentre cento dardi estrae
dalla sua faretra;
non c’è bestia che mi fermi,
quando stringo fra le mani
le mie cento vite.
 
E poi,
un pietoso sguardo verso l’ovest,
punto cardinale del ricordo.
E colori come odori,
gusti come suoni,
pallidi riflessi che ingannano i miei occhi,
e pretendono d’esser vivi.
Fichi d’india e calure estive,
sale grosso, e sale fino,
infiniti istanti silenziosi in due.
 
Ecco,
sta pensando mentre posa i dardi
son le anime danzanti dei bisonti uccisi,
che mi fanno compagnia.
Poi,
prende l’arco sorridendo
e si volta nuovamente verso est.

                                            D’Izzia Roberto (13/05/2009)

Brano musicale: Dances With Wolves - Ultimate Soundtrack Suite

sabato 2 luglio 2022

Post n.58: Siccità? Deh, abbiamo scoperto l’Acqua!

Miei cari bimbi sperduti nella penisola che non c’è, come state?

Avete fatto in tempo a farvi l’ultima doccia decente della vostra vita, oppure anche da voi hanno chiuso i rubinetti mentre vi sciacquavate le parti intime, e il sapone rimasto vi ha procurato un Rash Cutaneo grande come una pizza, che neanche le creme all’Aloe Vera da 300 € riescono a risanare?

Bella immagine, eh?

- Ma porca puttana, l’acqua! Datemi l’acqua, aprite questo cazzo di rubinetto!

- Ehm, cara, ti ricordi? È l’ordinanza del Sindaco, sai, per l’ambiente?

- Ma si fotta l’ambiente di merda, mi devo sciacquare subito in mezzo alle gambe, sennò il docciaschiuma alle mandorle prende fuoco!

Molto, molto romantico.

È incredibile come il tam tam mediatico abbia messo tutti in allarme rosso, pare che stiamo per essere travolti dalle sabbie cocenti del Sahara.

Decisamente suggestivo, e chi sono io per non crederci?

Leggo i social, ed è incredibile come si siano tutti trasformati in ambientalisti sfegatati.

   Solo 11 anni fa, per il Referendum Abrogativo sulla gestione dei servizi pubblici (compresa l’erogazione dell’acqua) da parte di privati, la gente per strada non voleva neanche fermarsi a parlare mentre facevo attivismo e distribuivo volantini – io, assieme a tanti altri -, perché dell’acqua non importava un cazzo a nessuno.
Difensori dell'acqua.

   Tutti in cortile a lavarsi la macchina con la canna aperta puntata verso il nulla per due ore intere, forse per un infantile bisogno di vedere l’effetto arcobaleno prodotto dagli spruzzi nel cielo.

Uhh guardaaaaaa… il verdeeeeee… il bluuuuuuu… Il rossooooo…

   Gente che per farsi la doccia apre il rubinetto, e lo lascia aperto, così, a caso, per minuti e minuti, senza il minimo bisogno, mentre gioca con la schiuma della spugna per fare i disegnini sull’ombelico, e pensa alla propria vita, l’intera vita, prima di decidersi a sciacquarsi via quella merda di agenti schiumogeni.

   Gente che per cucinare 50 grammi di stelline di grano duro riempie il pentolone da hotel, forse per paura che i chicchi ci incontrino fra loro bollendo, e rimangano duri per lo spavento, che cazzo ne so?!

(Ah, a proposito di pasta Italiana, ecco un articolo interessante del 12/08/2021, quindi prima della guerra in Ucraina, che riguarda la produzione mondiale di grano: https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/grano-duro-crisi-globale-in-vista-a-rischio-la-produzione-italiana-di-pasta )

   Amanti della natura, che innaffiano le piante aprendo l’acqua mezz’ora prima di usarla e la puntano le canne in cortile o in un giardinetto esterno, poi bagnano quelle due o tre begonie terrorizzate dall’inondazione, infine tornano ad annaffiare il cortile per un’altra mezz’ora, guardando ipnotizzati i Reel su Facebook.

   Sindaci che ordinano improvvisamente un risparmio di risorse idriche ed energetiche, e che per anni hanno permesso giochi di luce ed acqua in piazza, per osannare le loro manifestazioni di merda, facendo finta che la Terra abbia bisogno di aiuto a partire da OGGI.

 

Perché oggi?

Oggi lo dice Draghi.

L’incredibile presidente del Consiglio che piace ai politici di destra e di sinistra.

Piace, perché li mette di fronte alla loro inezia intellettuale: l’unico modo per urlare “Aò, ma che cazzo stai addì?” è argomentare altre idee, ma bisogna avere delle idee.

Quando qualcuno argomenta contro di lui, avete visto?

Mamma mia come fa brutto. Parla subito di attentato alla Repubblica.

 

Scusate l’Excursus Draconis, torniamo all’acqua.

 

Altro suggestivo suggerimento degli esperti, è che fra un’ottantina d’anni l’Italia verrà in parte sommersa dal Mediterraneo (Leggi l’articolo QUI) quindi, probabilmente i nostri figli e i nostri nipoti non avranno problemi di doccia, perché a loro sbucheranno direttamente le branchie, e si laveranno nel modo più naturale possibile, e cioè sfregandosi le scaglie fra gli scogli e usando spugne vive insaporite con alghe medicamentose.

(Fonte foto: © dandesign86 - Fotolia)

Fonte foto: © dandesign86 - Fotolia

Quindi, vi chiederete voi, a cosa voglio arrivare? Dato che il risparmio dell’acqua è stato deliberato dagli amministratori, ed è spiegato dall’informazione di stato, allora non va bene e bisogna sprecare l’acqua?

Nulla di più errato.

Risparmiare acqua, gas ed energia elettrica è una delle poche intelligenti che ci restano da fare, a parte smettere di essere influenzati da idioti analfabeti che hanno trent’anni in meno di noi e che di vita non sanno nulla, il fatto è che mi spaventa l’informazione di potere falsata, immediata, veloce e ridondante che si fiuta da un chilometro, e che si riconosce benissimo rispetto alla cronaca pura.

   È facile, sapete, capire quando una notizia cala dall’alto, perché magicamente prende il primo posto nelle pagine dei giornali, i primi minuti nelle pagine dei telegiornali, e nei social rimbalza come la Palla Pazza.

   Ve la ricordate la Palla Pazza? Quella di gomma durissima, generalmente blu scuro, che si lanciava con tutte le forze verso in pavimento del soggiorno e quella rimbalzava ovunque, rompendo lampadari, bicchieri, vasi e cimeli preziosissimi, per la gioia delle nostre madri?

Esatto, proprio a quella sto pensando.


   Improvvisamente, i giornalisti che generalmente ignorano le guerre nel mondo e i disastri ecologici che si consumano da decenni, si accorgono candidamente che in Italia manca l’acqua, e se ne accorgono tutti insieme, non appena ne parla Draco Imperator o qualche servus imperatoris.

   Questo mi fa incazzare, e non lo accetto, perché le notizie non vengono mai accompagnate dai numeri, e quando cerchi i numeri per conto tuo - non da siti di cospiratori terrapiattisti o rettiliani, ma dai vari servizi meteo - scopri che non stiamo esattamente per dissolverci nella sabbia rossa, almeno non nei prossimi weekend.

Purtroppo, però, la Palla Pazza ormai è stata lanciata, e nessuno è capace di fermarla, perché lei si alimenta di energia cinetica rimbalzante, ogni volta che qualcuno la prende in mano e la rilancia ancora più forte, ripetendo la stessa frase che aveva accompagnato il primo lancio, oppure aggiungendo qualche dettaglio a fantasia.

Non so se vale la pena cercare di fermarla, oppure mettere semplicemente al riparo i propri piatti e lampadari, almeno quelli più cari, ‘chè tanto contro gli influenzatori di stato, e per gli influenzati popolani, non c’è niente da fare.

Brano musicale: Acqua, Loredana Bertè

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martedì 28 giugno 2022

Post n.57: Adorazioni da quattro soldi

La sregolatezza viene osannata solo quando lo sregolato in questione è ben lontano dal proprio bisogno di stabilità o, meglio, sotto terra.

Roberto D'Izzia, 07/09/2011


domenica 26 giugno 2022

Post n.56: Lucio Dalla

Miei cari bimbi sperduti nella penisola che purtroppo c'è, come state?

Avete comprato il contagocce per consumare con parsimonia le vostre risorse d’acqua, in vista della prossima guerra post atomica in stile MadMax?

   No, scusate, faccio subito marcia indietro, questo è un post che nasce dal cuore come tutti gli altri, ma non si trasformerà in satira pungente o qualcosa del genere; ho preso la tastiera in mano per trasformare lacrime in parole, perché in questi giorni sento la mancanza di una persona che - a sua insaputa, ovviamente – è stata punto di riferimento molto importante nella mia vita.

   Non ci crederete, ma questo è un post dolce e tremendamente sentimentale.

(ma smettila!)

   

Ho già scritto di lui, il giorno in cui è morto, nel vecchio blog (leggi il post Caro amico, ti scrivo) e non sto a ripetere il perché mi ha influenzato dall’infanzia, tantomeno a ripescare dalla memoria ricordi falsati da anni di vita psichedelica e fuori controllo.

Ognuno di noi mitizza il periodo d’infanzia, ci si attacca come un mitile, fino a diventare esso stesso una cozza attaccata furiosamente al palo sommerso della propria emotività arcaica, ed è per questo motivo che spesso i ricordi si confondono con le fantasie, quelle passate e quelle presenti.

   Piuttosto, ho voglia di scrivere l’emozione che mi dà ascoltare la sua capacità creativa,  davvero sorprendente se si pensa che non studiò al conservatorio, e che ogni volta mi lascia basito.

Certo, non tutte le ciambelle vengono col buco, e non essendo io un feticista, evito di spararvi cazzate del tipo “ah, tutte le sue canzoni sono capolavori”; non è vero, trovo che alcuni brani di Lucio siano davvero inascoltabili, così come lo sono alcuni brani di Vasco, e altri di Rino Gaetano o Giorgio Gaber – così vi ho citato i miei artisti di riferimento, e potete tirarmi dietro le vostre inutili pietre.

   Scrivere una canzone è un atto creativo davvero complesso.

Per scrivere pezzi come 1983, Henna, La Signora, Il cucciolo Alfredo, Felicità, Mambo o, naturalmente, l’eterna L’anno che verrà ci vuole anche un tocco di follia, qualcosa che nessun altro farebbe al posto tuo, ma che tu senti e sai di poter fare.

   Mh, sorrido, miei sbandati lettori, perché un istante dopo aver scritto le suddette, apro il dizionario Treccani, e alla parola Follìa trovo la spiegazione “[…]In senso concr., atto da pazzo, cioè temerario o imprudente, […]: fare, commettere delle f.; ritengo una f. mettersi in mare con quest’uragano; e di cose che si ritengono irrealizzabili, impossibili[…]”.

   Beh, penso a Lucio Dalla che dirige l’orchestra di Sanremo, o crea un programma in prima serata su Raiuno con Sabrina Ferilli e lo intitola La bella e la Besthia (con l’acca), che produce un vino in Sicilia chiamato Lo stronzetto dell’Etna (appellativo ricevuto da Carmelo Bene dopo una sbornia), lo rivedo che si presenta ad un evento indossando un’enorme testa da cavallo di gomma, oppure che gira per strada – come racconta la zia di un mio amico – in accappatoio di primo mattino.

   Ecco che improvvisamente la parola follia perde la sua accezione negativa e fastidiosa, ed improvvisamente diviene ingrediente necessario per la miscela segreta di tanta virtù musicale, l’unica spiegazione possibile per le capacità autoriali, ma anche strumentali, del piccolo grande compositore.

Potreste obiettarmi che la storia è piena di geni musicali, ed io vi contro-ribatto che non me ne frega un cazzo, che è banale confrontare tanti artisti diversi, e soprattutto questo è un post su Lucio Dalla, non la lista della spesa.

   Ascoltare i primi ventisei secondi di Com’è profondo il mare vuol dire essere trasportati improvvisamente in una dimensione parallela, una messa in scena lattiginosa sospesa nell’aria in cui si svolge la tragedia in atto unico della società moderna, e Lucio lo sapeva, per questo giocava molto con la sua teatralità, anzi, Lucio era teatro-canzone.

Questo mi sconvolge. Com’è possibile che io rimanga così colpito da un brano che ho sentito e risentito centinaia, migliaia di volte nella mia vita?

   Com’è possibile che nel cantare la prima strofa della già citata L’anno che verrà l’emozione mi soffochi la gola, e non riesca a tirare fuori una parola?

  Se mi trovassi ancora davanti a Lucio, questa volta forse gli parlerei da uomo adulto, o rifarei la stessa cosa stupida che ho fatto tanti anni fa stringendogli la mano, e cioè starei zitto: l’emozione è nostra nemica.

 
   Gli direi, forse, caro Lucio Dalla, il mare del pensiero è davvero profondo sai?

La luna è sempre la stessa puttana che si prende gioco di noi, di tanto in tanto, le stelle sono là, a ricordarci che siamo solo polvere, i cani abbaiano in lontananza, gli amici innamorati fra loro sulle panchine di Rimini non si vedono più perché i tempi cambiano.

Siamo ancora fra le tenaglie di Russi e Americani, ma tutto è confuso, tutto diventa banale, tutti sono lupi.

   Fra vent’anni chi lo sa, forse i telefoni non ci saranno neanche più, non ci toccheremo più, e probabilmente la moda del momento sarà mettersi lo stronzo nella fronte, ma nessuno si ricorderà il perché.

   Sì, molto poetica come idea, ma è una cazzata patetica da blog; quando incontri uno non puoi dirgli tutte queste cose.

E allora, se incontrassi Lucio Dalla, gli direi: ma sai che dove abito adesso è pieno di rondini, tutte le sere le sento cantare e penso a te?

 

Brano musicale: Le Rondini, Lucio Dalla

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venerdì 24 giugno 2022

Post n.55: Aborto in U.S.A.

La Corte suprema degli Stati Uniti ha deciso di revocare la sentenza del 1973 sul caso roe v. Wade, cancellando il diritto costituzionale di abortire.
Ora gli stati saranno liberi di decidere in autonomia.

   Applausi fra i maschi texani che avevano sempre desiderato diventare padri e nonni, contemporaneamente.



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Post n.54: filosofia Ró

Ma perché vuoi prenderti la briga di rimandare a domani qualcosa che potresti decidere direttamente di non fare più?

(Roberto D'Izzia, 24/06/2022)

mercoledì 22 giugno 2022

Post n.53: Jennifer Lopez, no-gender si-dinero-a-la-chica

Jennifer Lopez, sul palco del L.A.D.F. Blue Diamond Gala ha presentato sua figlia Emme con i pronomi neutri “They” e “Them”, in rispetto alla sua autodeterminazione non-binary.

Quando ha detto “Dai, Lopez, cominciamo a cantare”, 23 mila ispanici hanno lasciato le poltrone e si sono lanciati verso i microfoni.

Purtroppo sono stati bloccati dalla sicurezza.
Chiarito il malinteso, i conterranei della brava JLO sono tornati delusi alle loro sedie.

Subito dopo, la diva della Dance Elettronica, parlando della figlia al plurale per via del pronome non binario, ha detto “L'ultima volta che ci siamo esibiti insieme è stato in un grande stadio come questo e (da allora n.d.a.) chiedo loro di cantare sempre con me, ma non lo faranno. Quindi questa è un'occasione molto speciale. Sono molto, molto occupati. Prenotati. E costosi.”

Solo in quel momento il pubblico ha capito perché per il biglietto della serata hanno speso dai 44 ai 1.250 dollari: Emme s’è portata 50 amici sul palco.

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