Se fossi davvero capace di scrivere, al posto di un blog farei un libro, e diventerei ricco.

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martedì 21 giugno 2022

Post n.52: Vita, Ironia e Paura (Ed ecco il post di cui avevate davvero bisogno)


Miei cari referendati lettori, come state?

   Siete ancora confusi dagli articoli di giornale che sparano numeri a cazzo sui risultati del Referendum 2022, o finalmente vi siete chiariti le idee su come rigurgita l’informazione in Italia?

   Questo sarà un post romantico – oh, Rò, si vede dall’incipit – ma prima volevo farmi quattro risate con voi sul fatto che non c’è una testata che riporti numeri uguali sul referendum, e soprattutto “versioni dei fatti” uguali alle altre; per carità, la diversità è bella, e bla bla bla, ma se sul sito del Governo Italiano c’è scritto che il numero ufficiale di personcine chiamate a votare è 50.915.402 (leggi QUI I DATI UFFICIALI), perché sparare numeri ad minchiam oppure, dopo qualche giorno, far sparire dagli articoli online questo specifico dato, scrivendo solo delle parzialissime percentuali?

   Anche le postille dei giornalisti sono simpatiche, tipo quella che ho letto un po’ ovunque, che recita più o meno “vittoria schiacciante del 5° quesito, che ha raggiunto il 72%”.

Ora, non vorrei essere troppo pignolo, ma l’affluenza al referendum è stata in media del 20.9%; facendo finta che proprio fra questi valorosi votanti salta fuori il suddetto 72% (a proposito, io ho fatto il mio dovere, e voi?), in matematica si traduce in 1 x 0,2090 x 0,72 = 15,05% del totale; cioè, esiste un corposo restante 84,95% della popolazione fatto di gente che se n’è sbattuta altamente le pallette del quesito ed ha preferito abbronzarsi in spiaggia, sommata a quelli che hanno votato NO.

Se voi foste giornalisti scrivereste “vittoria schiacciante con il 72% per il SI”?

   Eh lo so, con tutti questi numeri sei confuso, ma ricordati che l’unica stella per orientarti sei te stesso: tu e la tua vita (sì sì, sono passato dal voi al tu, ma è il mio blog, è il mio monologo, e faccio un po’ quello che mi pare, va bene?).

Già, la vita.

A questo punto dovrebbe partire una qualche musica blues, o ambient, da filmetto anni ’80 di quarta categoria.

La vita che non hai scelto di vivere come qualcuno ti obbliga a credere da sempre, incolpandoti di qualsiasi stronzata ti capiti, ma che ti piomba addosso di giorno in giorno, con la stessa imprevedibilità del ragno che sbuca all’improvviso dal colletto della tua maglia, e che era rimasto lì, per un giorno intero senza neanche farsi sentire.

Un flusso continuo di eventi ripetitivi eppur strani, inafferrabili, che ti costringe a fare sempre passi avanti, senza darti il tempo di fermarti per riposare, e pensare.

Il susseguirsi meraviglioso di sole e luna, notte e giorno, albe cinerine e tramonti agrumati, costellazioni che non riuscirai mai a collocare nel punto giusto della tua memoria, e nuvole paffute che galleggiano sornione.

   La vita, mio sudaticcio e piagnucoloso bimbo sperduto nella penisola che purtroppo c’è, quella incredibile somma di ore che butti nel cesso sperando che ci sia un domani migliore, un domani in cui sarai più allegro e fortunato, più sano e simpatico, più ricco e ben voluto, e soprattutto meno sfigato di adesso.

Beh, lascia che ti dia una notizia scientifica: quel domani non esiste, lo scarico del cesso prima o poi si intaserà e, non esistendo un idraulico in grado di risolvere problemi esistenziali, finirai - prima o poi - sommerso in un bel mare di merda.

Tutta la tua merda.

Perché quel figlio non uscirà più con te, domani, se non ci esci adesso, e lo stesso vale con quel fratello, quell’amica, quel padre, quel cazzo che ti pare.

E, attento, anche tu stesso, non uscirai più da solo, se non lo fai adesso.

Perché uscire da soli fa bene. Uscire per uscire, non per svolgere una qualche mansione.

Parlare col barista, con nessuno, scrivere pensieri su fogli di carta, mettere le mani in tasca e passeggiare fra le foglie, respirare, ascoltare la musica che cazzo questa non la sentivo da vent’anni, piangere, mangiare schifezze, alzarsi di notte e ascoltare le rane.

Ridere.

Non si può smettere di ridere.

Ed ecco, ecco l’altra stella polare, l’ironia.

   Qualche giorno fa vado a prendere di che nutrirmi alla piadineria di fiducia; mentre attendo che mi consegnino il cibo, entra un ragazzone alto, piazzato, che si rivolge alla piadinara con tono serissimo, e dice «è un problema se sono entrato senza avvisare prima?»

Lei, molto affabile, non coglie neanche la domanda perché, cazzo, non le sembra vera, e gli chiede di ripetere, e il ragazzo dall’aspetto imponente ripete, con lo stesso identico tono: «è un problema se sono entrato senza avvisare prima?»

Io non mi trattengo, e col sorriso dico «Beh, se non sei la Finanza no», e ridiamo sommessamente tutti.

Il tipo è serissimo. Le risate si chiudono lì. La piadinara smorza il momento di imbarazzo e lo serve.

Capisci cosa intendo per ironia?

L’ironia alleggerisce il tuo cammino, ed è come fare acquagym sulla luna anziché sudare come una bestia in piscina.

   Che bella immagine eh? Il cinghialetto che salta come un matto sotto l’acqua a ritmo di zumba mentre sulla luna c’è un ippopotamo che salta leggiadro di roccia in roccia, di cratere in cratere, restando sulla punta dei piedi, senza la benché minima fatica.

Io sono l’ippopotamo, amico, perché ci rido su, tu il cinghialetto.

Trattenere i sorrisi non serve a un cazzo.

La tua vita è fragile, è piccola cosa, cosa pensi di risolvere tenendola tutta per te?

   Gli oggetti luccicanti su cui posi il culo e che mostri agli altri genitori, la mattina davanti all’asilo, sono solo un ammasso di materie prime estratte probabilmente in paesi dove lo sfruttamento di risorse minerarie genera disastri geologici ed umanitari; io, se fossi in te, non sarei tanto contento di farmici vedere sopra, soprattutto a motore acceso, mentre inquino l’aria e contribuisco felice all’avvento delle prossime stagflazioni mondiali.

La vita è qualcosa di più.

Un soffio, una poesia.

Un rutto.

Ah sì, ho rovinato il testo?

E perché? Sentiamo, perché ho scritto “rutto” dopo “poesia”?

E dimmi un po’, milord, da quanto tempo non rutti più, eh?

Liberamente, apertamente, felicemente, animalescamente.

   Da quanto tempo non ti compri un bel pacchetto di patatine salatissime, una bella birra fresca, o una qualunque bibita gassata, e ti fermi per strada per farti uno spuntino per i cazzi tuoi, felice di sgranocchiare con calma e gusto quelle specie di sottoprodotti di tubero industriale, ti lecchi le dita, e poi bevi a canna senza sosta fino a fare un bel sospirone.

Glùppete Glùppete Glùppete: Ahhahahhh.

E poi, ti alzi, ti pulisci le mani, e torni a quello che stavi facendo, alla finta vita che ti vuole rapire a tutti i costi, il lupo nero del nulla con zanne lunghe e bianchi occhi senza vita della Storia Infinita, che corre e corre e mangia tutta la realtà che ti circonda, i colori, le emozioni, la fantasia, e ti fa scappare col cuore in gola.

Hai paura, una paura che non sai definire, atavica, paura degli altri, paura del lavoro, paura della notte, paura del sesso, paura della povertà, paura del cibo, paura della malattia, paura della paura.

   La paura è una sola, amico mio, la paura è Paura, ed è quella che non ti lascia sorridere al cameriere che ti sta servendo, che non ti fa salutare le persone in spiaggia dopo tre ore che ci stai accanto e loro si alzano per andare a casa, e più volte i loro bambini avevano mandato la loro palla verso di te, ma tu sorridendo avevi detto “non importa”, quella che non ti fa andare al concerto del tuo gruppo preferito che finalmente di esibisce a pochi chilometri da casa tua, e il prezzo del biglietto è incredibilmente abbordabile, ma tu quella sera resterai a casa e farai finta di niente.

La paura è quella che non ti fa fare l’attivista per cause in cui credi, quella che non ti fa scrivere anche se lo sai– o sì, lo sai – che scrivi benissimo quando ti ci metti, quella che non ti fa iniziare un corso che ti piace anche se è gratis perché offerto da un qualche ente.

La paura che non ti fa cucinare i tuoi piatti preferiti, e ti adegui alla merda preconfezionata, la paura di cambiare abitudini, la paura di fare un viaggio, anche brevissimo, la paura degli animali.

Gli animali.

   Ho lavorato a contatto con gli animali, in una fattoria didattica.

All’alba, l’asino ti guarda fisso negli occhi, in silenzio, per diversi minuti, poi muove le orecchie, ti tira una piccola testata, e se ne va.

Le oche ti girano intorno, in silenzio, perché urlano solo a chi le tratta male.

I cavalli si fanno un po’ i cazzi loro, odiano farsi toccare.

Le tartarughe mangiano un po’ di insalatina, ma per lo più riposano all’ombra, tranquille.

Il maiale ha fame e mangia come un porco tutti i pastoni che gli prepari, ma non vuole coccole.

Il gatto, mmhh.. il gatto, caccia i topi, e poi rompe le palle perché vuole il cibo in crocchette, anche se stai lì a lavorare con i bambini della scuola.

Le mucche.
Le mucche ti guardano con gli occhi grandi e profondi, abbassano la testa, si spostano, mangiano la loro biada, sbuffano, e aspettano inconsapevoli la loro fine.

I tori sono tori, e fanno i tori, non ti consiglio di avvicinarti troppo.

Le pecore hanno una paura fottuta degli esseri umani, a buon ragione, e se le spaventi, cadono di botto, irrigidite. I bambini si divertono a fare questa cosa, perché sono innocentemente cattivi.

Tutto cambia, fra gli animali.

Devi rispettare i loro tempi, e amare i loro odori.

La merda delle mucche profuma di biada, è l’ammendante misto che puzza e di cui ti lamenti come un moccioso viziato quando guidi a tutta velocità, e anche se hai l’aria condizionata e i finestrini tirati su, l’odore arriva comunque dai campi appena concimati dentro al tuo mondo metallico.

   Quando stai con gli animali, ed entri in sintonia con loro, capisci che la tua paura di vivere forse è solo un costrutto della società umana, qualcosa di cui puoi fare benissimo a meno.

Fare a meno della paura, per vivere, e ridere.
Io non so come, mio caro lettore, altrimenti mi sarei laureato in psicologia ed avrei chiesto soldi per dare consigli agli altri, ma una cosa posso dirtela: tutte le volte in cui ho smesso di avere paura, ho fatto cose grandiose, che nessuno potrà mai cancellare dalla mia esistenza.

E, stanne certo, le rifarei.

Brano musicale: Se ti potessi dire, Vasco Rossi
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giovedì 2 giugno 2022

Post n.51: Sfiorivano i ricordi

   Alle superiori c'era il biondino bello e muscolosetto della zona ragioneria, che sapeva già suonare benissimo la chitarra.
   Lo odiavo, perché ad ogni occasione pubblica sfoggiava bicipiti ed esibizioni anglosassoni, che facevano cantare tutti in coro.
   Anche i sassi.
   Perfino quegli infami dei miei compagni geometri andavano in mezzo ai ragionieri, per fare il coro al "knocking on heaven's door" del biondino.

   Poi, ho imparato anche io a suonare la chitarra; la portavo durante occupazioni ed assemblee, esibendomi in pezzi strani - ed è probabilmente per questo motivo che restavo solo con le mie corde - di Vasco, Lucio Dalla e Rino Gaetano.
   Soprattutto, Rino Gaetano, le cui canzoni avrei cantato e suonato al Verano, davanti al suo loculo, anni dopo.
   Lì, sì, in coro, con tanti altri, da tutta Italia.
   Senza troppi muscoli da mostrare, ma con qualche lacrima di gioia della condivisione, e amore per l'arte pura.

   Ciao Rino.


(Rino - Salvatore Antonio Gaetano, 29/10/1950 - 02/06/1981)

Brano musicale: Sfiorivano le viole, Rino Gaetano

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martedì 31 maggio 2022

Post n.50: Virus Sapiens

Vaiolo scimmie:
per Oms, questa estate sarà elevato il rischio di contagio in ambienti senza restrizioni. 
Allerta festival e feste. 
La risposta dell'associazione italiana discoteche è stata immediata:
"Eh vabbè, non faremo ballare le scimmiette sui cubi, capirai che perdita" 


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Post n.49: SCUOLA ARMATA

Dopo la strage in Florida, Donald Trump si è detto favorevole ad armare i prof. nelle scuole.

Le interrogazioni più o meno funzioneranno così:
- allora Jackson, hai imparato l'inno sì o no?
- no professore, ieri sono stato male, e poi sono stonato... 
- senti negretto, sputa il tuo pollo fritto per terra e comincia a cantare, sennó ti trovi con una cazzo di palla in fronte
- Ooochei ooochei... say can you see, by the dawn’s early light.....



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Post n.48: uomini liberi

Giugno 2022: il Regno Unito celebra il Giubileo di platino della Regina Elisabetta II. 

   Adoro le stravaganze degli inglesi: sono sudditi della stessa persona da 70 anni, e muoiono dalla voglia di festeggiare.

Parole chiave del post:
#giubileoreginaelisabetta
#sudditiforever
#RegnoUnito
#Highlander

giovedì 26 maggio 2022

Post n.47: promesse letterarie

Sì, lo so, quando un’opera letteraria è finita, è finita, ma c’era quella vocina dentro che…
    - Va bene, vocina, lo ammetto, avevi ragione.
Adesso, però, ho scritto la parola FINE, e vi assicuro che "auto-revisionare" il libro è stata idea saggia.
Ora non resta che pubblicare.
Quando?
Sorpresa
    - ah, sì?







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#RobertoDIzziascrittore
#raccontidellorrore
#primolibro


martedì 19 aprile 2022

VIDEO n.3: ‘O mare (di Eduardo De Filippo) - Le interpretazioni di Roberto D’Izzia

Dunque, sul mio canale YouTube inauguro la Playlist "Le interpretazioni di Roberto D'Izzia", su cui pubblicherò video che riguarderanno - com'è intuibile - letture di opere non mie.
Come mio consueto, però darò un tocco artistico ai video stessi, che non saranno una semplice sovrapposizione di parole ed immagini.
   L'opera con cui ho scelto di dar vita all'iniziativa è una poesia a cui tengo molto, senz'altro perché amo il mare, ma soprattutto perché sono profondamente legato all'arte di Eduardo De Filippo; il titolo della poesia è o' mare .
C'è poco altro da aggiungere.

Buon ascolto.


Parole chiave del post: 
#Eduardodefilippo
#poesia
#mareintempesta 

venerdì 1 aprile 2022

VIDEO n.2: "Le donne insegnano" (Roberto D'Izzia)

Il secondo video della nuova nuovissima sezione VIDEO (eh, appunto) vi giunge a distanza iper ravvicinata rispetto al primo, lo so; i geni della SEO o di come caspita di chiama, direbbero che così non lascio spazio al primo video, ma il blog è il mio e chissenefrega, tanto, non è che devo diventare il nuovo infuencer che produce 2 miliardi di visualizzazioni ad ogni sbadiglio.
    Detto ciò (come al solito ho rovinato la bellezza di un testo), vi propongo "Le donne insegnano", a suo tempo pubblicato nel mitico LiberoPensieRoberto nella lista "poeticare".
Buon ascolto.

pssssttt: commentate, scrivetemi, cliccate, iscrivetevi a 'sto blog, insomma... dai, battete un colpo ;)


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#RobertoDIzzia
#poesiedalvivo
#teatro

giovedì 31 marzo 2022

VIDEO n.1: "Poemetto di Marina Lassante" (Roberto D'Izzia)

Dalla "Trilogia dei bambini" - Lezione n.3 (il Sesso)
Poemetto di Marina Lassante

Il poemetto racconta la storia di un'insegnante di scienze naturali che, in una Trapani del secolo appena passato, deve raccontare ai suoi alunni (adolescenti) come avviene la riproduzione in natura, sia fra piante che animali, esseri umani compresi. 
    Marina Lassante, questo il nome dell'insegnante, ha un'indole libera ed anticonformista, quindi tratta l'argomento senza mantenere gli schemi voluti dalla società di allora, e per il suo insegnamento verrà denunciata dai genitori dei ragazzi. 
    In suo soccorso, come sentirete, verrà lo stesso Giudice.

Quella del video è la versione dal vivo, miei cari bimbi sperduti nella penisola che purtroppo c'è, come immaginate mi sono preso delle libertà teatrali; ho pensato quindi di farvi cosa gradita nel riportare il testo originale del poemetto subito dopo il video.
Buona visione (e buona lettura)



Poemetto di Marina Lassante


   Marina Lassante spesso si alzava                                                        

con la voglia di pane e marmellata,                                           

la dieta ormai s’era dimenticata

e a niente voleva rinunciare.

 

Insegnava scienze naturali

ai ragazzini adolescenti

quelli sinceri, con gli occhi lucenti,

ed era grata del suo lavorare.

 

Era una donna libera, allegra

senza nemici e senza padroni,

pochi addi, e pochi abbandoni,

era tutto un continuo fischiettare;

 

turbata, però, da una sola cosa…

Spesso, trascrivendo nome e cognome

sbagliavano, chiedendole “come?”

e, lei, costretta a spiegare,

 

ripeteva lentamente Ma-ri-na

Las-san-te, ma non c’era alcun verso

intendevano sempre diverso:

- Maria la Santa - un vero affronto,

impossibile da sopportare!

 

Giunse l’inverno, era denso, freddo,

la città dove il sol sul mar tramonta

non era ancor forse del tutto pronta

per chiudersi in casa, e riscaldare

 

stanze e letti col carbone ardente,

abituata com’era allo scirocco;

afosa, da fare invidia al Marocco

lingua di terra bagnata dal blu lambire.

 

Torre di Ligny ai piedi dell’Erice,

ville barocche e immense navi nel porto;

con il suo sale a dare conforto

Trapani nasce e si getta nel mare.

 

Maria – pardon - intendevo, Marina,

dovea spiegar di sesso ai ragazzi,

son cose da far tremare i palazzi

in Sicilia, quand’era una donna a parlare,

 

ma, di scienza si trattava, tant’è,

proprio così cominciò ad asserire:

“Anche gli umani devono arricchire

la natura, dando vita alla vita, ma…

come posson fare?

 

Con la terracotta? Con il sale?

Non pensiate ca’ fanno i picciriḍḍi

masticanno a’ muḍḍica ch’i mascìḍḍi

e ch’ii manu si mettono a impastare;

 

qui nasce il mistero della natura,

masculi e fimmine siamo fatti,

piante e animali, siam tutti adatti

a vivere nel mondo, a procreare.”

 

“Maestra, noi siamo come le piante?”

“Loro, non si devono stringere

come noi, non devono fingere

amore, basta solo impollinare

 

nel momento giusto della stagione

e il miracolo della vita è fatto”

“cosa succede quando c’è il contatto?”

“Fra di noi? Beh, l’uomo può inseminare”

 

“I due devono per forza sposarsi?”

“Non credo, sai, necessariamente,

l’importante che lei sia consenziente.

Caso contrario iè da denunciare!”.

 

Questi, ed altri precetti, Lassante

Marina dettava ai suoi studenti,

- una lezione senza precedenti -

diceva a sé stessa, mentre rincasava.

 

I genitori, però, poco e nulla

avevano apprezzato l’orazione,

frenar la loro calda compulsione

fu impossibile, e senza alcun ritegno

la vollero denunciare.

 

“Maestra vera o falsa, ha detto

che siamo come i fiori, lei crede

che possiamo fare sesso senza fede,       

avere figli senza maritare!

 

Non si possono ascoltare queste idee,

i bambini nostri si spaventano,

poi la notte ci ripensano

e ci tocca di rifarli addormentare”.

 

Quando il giudice guardò le carte,

capì che la querela andava chiusa

senza alcun dubbio, e mai avrebbe reclusa

una povera insegnante, per dare

 

a gente antica soddisfazione,

o una semplice voglia di far male.

“Vedo che il programma ministeriale

di Scienze prevede l’impollinare,

 

sì, e prevede altrettanto l’umana

sessualità, ma non vedo Diritto

Civile, quindi Lassante ha descritto

la sua lezione senza mai sforare

 

i termini di legge stabiliti.

Pertanto, io chiudo questa buffonata”.

Fiera di sé, stanca ma sollevata,

Marina Lassante rimise il cappotto, lasciò l’aula e

sorridendo, verso il mare d’inverno andò a passeggiare.

 

Roberto D’Izzia, (15/03/2022)

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#teatro

mercoledì 16 marzo 2022

Post n.45: "L'amica single dell'amica single del tuo amico single" (mini-tragedia in atto unico)

    L'amica single dell'amica single del tuo amico single a prima vista ti sembrerà un'occasione molto golosa su cui tuffarsi, ma.. attento: se il tuo amico ci proverà con la sua amica single e gli andrà male, tu ti troverai improvvisamente al centro di un vortice distruttivo, perché se per puro caso a te andrà meglio... non potrete mai uscire in quattro, con il tuo amico single e la sua amica altrettanto single, che ormai non si possono più vedere.

    L'amica ancora single del tuo amico ancora single diverrà sempre più acida, perché la sua amica, che era sempre stata single, ha trovato un cavaliere e lei no, mentre il tuo amico ancora single penserà che tu sia un bastardo, e che ha sbagliato a portarti dietro quel giorno in cui c'è stato il primo incontro a quattro, perché non si sarebbe mai immaginato che tu saresti stato in grado di rubargli una possibilità.

    A questo punto, però, l'amica non più single dell'amica ancora single del tuo amico ancora single, con cui stai uscendo, non se la sentirà di perdere un'amica solo per uscire con te, e ti dirà: "guarda, non so come dirtelo, e infatti non te lo dico".

Dopo di che, non si farà più sentire al telefono, e sparirà per sempre.

    Il tuo amico ancora single godrà di questo tuo fallimento, perché penserà “ahah hai visto a fare il bastardo cosa succede?”, e tu finirai per odiarlo perché non si può godere dei fallimenti di un amico.

    Litigherete forte, e tu gli griderai: “ma cazzo, l’amica della tua amica single era single pure lei, e tu non volevi provarci con lei ma con la tua amica single!”

    Non vi vedrete più, e tu passerai molti anni a venire chiedendoti s'è valsa la pena mettere in gioco un'amicizia per un'avventura da poco con un'amica single di un'amica single del tuo amico single.
(Roberto D'Izzia, 06/02/2008)



domenica 13 marzo 2022

Post n.44: Paradosso (ahi, Zenone, pensaci tu)

Se ci fossero delle donne ad occuparsi di negoziati internazionali, le nazioni non sarebbero perennemente in guerra.
E non ci sarebbe bisogno di negoziati.
E non ci sarebbero donne ad occuparsi di negoziati.

Post n.43: Malintesi

Teoria delle stringhe, universi paralleli, undici dimensioni...
qualcosa mi dice che questo non è il documentario sulle "curve spaziali" che stavo cercando io.

Post n.42

- Ti piace il cous cous?

- Sì sì.

Post n.41: Illuminazioni

Il romanticismo è l'unica strategia che usi per fottere te stesso.

Post n.40

"Conosci i pensieri segreti della tua lei?"

Se sono segreti mi spieghi come faccio a conoscerli?

Post n.39: Legittima difesa

"Vostro onore, io volevo solo uccidere la zanzara che si era appoggiata sulla schiena di mio marito, e per essere sicura ho usato il coltello... "
...
.....
"37 volte?!"
"eh, sta maledetta non stava ferma!"

Post n.38: Diritto Civile

Le decisioni politiche su scuola, giustizia, edilizia pubblica, ammortizzatori sociali e lavoro vengono affidate generalmente a piccoli criceti da cavia opportunamente drogati.

Post n.37: Sesso spinto(nato)

Ci sono donne che usano il vibratore.
Ci sono uomini che si masturbano davanti ad un film porno.
Si potrebbe inserire i nomi di tutti in una banca dati, e far coincidere la domanda con l'offerta.


Post n.36

Amore collettivo: mal comune, mezzo gaudio.

Post n.35: Giustizia sociale

Vedere, alle sette e mezza del mattino, un tizio alla guida della sua mercedes da 80.000 euro che non riesce a salire la rampa del box da 30.000 euro per colpa della neve, mi mette di buon umore.

Post n.34: E la Crimea???

(da una battuta del 02 marzo 2014)

Putin ha deciso di spostare i suoi carri armati in Crimea solo perchè non riusciva a trovare la casella della Kamchakta.



Post n.33: L’uomo perfetto

Quando la simpatia incontra bellezza e professionalità, generalmente vado a farmi una passeggiata, così possono avere la loro privacy.

Post n.32: Jurassic Eva

Il creazionismo e l'evoluzionismo potrebbero trovare punti di accordo.
Per esempio, Eva potrebbe essere stata sedotta dal collo di un brontosauro.



Post n.31: Scrittori emergenziali

Hey, sognatore, hai un libro nel cassetto?!
No, non sono un editore, sono quello che te l'ha prestato dieci anni fa.
Quando pensi di riportarmelo?

Post n.30: Assan.. Asggg, Assagg.. Assiinn..

La CIA ha un piano per assassinare Julian Assange a Londra.

Il motivo principale sembra essere la difficoltà di pronunciare correttamente "Assange" in inglese tutte le volte che se ne deve parlare durante i dibattiti in tv.


 

Parole chiave del post:

#JulianAssange
#CIA

Post n.29: Democrazie clonate

"Napolitanoooo Napolitanoooo

Mattarellaaaa Mattarellaaa"

...

Aó, Roma è così grànne, che dentro alli palazzi presidenziali c'avèmo pure l'eco!

Parole chiave del post: #poltronepolitiche

#ancoratu #mattarelladuelavendetta

Post n.28: Bollona

Mi sono appena arrivati 897 € di bollette da pagare.
Ottocentonovantasette euro.
Ho detto alle 15 famiglie che ospito illegalmente in cantina che possono continuare a stare a casa nostra, ma devono darsi una regolata con le docce in cortile.

Post n.27: Stringiamoci a corte, siam pronti alla maglia di flanella

- L'Europa ci chiede di stare attenti ai consumi, usare la luce solo quando serve, e abbassare il riscaldamento.
- capirai, sono anni che lo faccio.
- wow, avevi già previsto la guerra?
- no, sono povero.